Alaska

Regia:Claudio Cupellini Anno: 2015 Durata: 125 ‘
Cast: Elio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Antoine Oppenheim.
Uscita nelle sale: 5 novembre 2015 Distribuzione: 01Distribution
Trama: Fausto è un italiano a Parigi che lavora in un albergo di lusso e sogna di diventare maitre. Nadine è nello stesso albergo per un fare un provino da modella. I due si incontrano sul tetto per fumare e da quel momento la loro vita prenderà una piega totalmente inaspettata.
“Ma a te basta questa vita qui? No, non mi basta”
L’amore vero, quando si trova, si dice che andrebbe tenuto stretto per non farlo scappare, ma non sempre è così facile, spesso perché siamo proprio noi a complicarci le cose. E questo è un po’ quello che succede nel corso del film a Fausto e Nadine, costretti dopo il loro primo incontro a una separazione forzata.
I due idealizzano nella fase di distanza una forma di amore per l’altro, ma la verità è che sono due sconosciuti. Quando si rivedono, tutto diventa chiaro, sono goffi, impacciati e non sanno neanche che lingua parlare. Basta poco però per farli avvicinare, accendere quella fiamma e da allora in poi, non importa cosa succederà, cominceranno a influenzarsi a vicenda, prendersi e lasciarsi, corrersi e rincorrersi, come se fossero soli al mondo. Fausto e Nadine si amano ma sono due esseri fondamentalmente soli e fragili, ossessionati da un’idea di felicità e di futuro che li porterà a compiere scelte e comportamenti spesso discutibili, non solo nei confronti di loro stessi ma anche degli altri. Questo perché nutrono una perenne insoddisfazione di fondo, sono sempre bramosi verso qualcos’altro di indefinito e perciò non solo si feriscono a vicenda, ma rovinano a volte anche la vita di chi gli sta intorno. Eppure nonostante tutto non possono stare separati a lungo, sono il virus e l’antidoto allo stesso tempo, si allontanano, si distruggono eppure hanno inevitabilmente bisogno dell’altro.
“Sembra che io abbia cominciato a star bene quando tu stavi male”

Alaska di Claudio Cuppellini (registra, tra l’altro, anche dell’amatissima serie Gomorra) è un film italiano che però tanto italiano non sembra. E non solo perché per la prima metà è in francese con i sottotitoli, cosa a cui ahimè noi poveri pigri spettatori non siamo per niente abituati. Ma lo è per la storia (o meglio ancora le storie) e con la maniera e le modalità con cui le racconta. Al centro del film ci sono i due protagonisti Fausto e Nadine, il loro amore folle, al centro di un vortice irrefrenabile e ricco di eventi, personaggi, storie parallele che spesso scorrono da soli e non sempre riguardano direttamente i personaggi. Alcune di queste storie, poi, potrebbero sembrare più o meno verosimili, ma ciò non distoglie lo spettatore dal lanciarsi immediatamente in questa serie travolgente di eventi. A sostenere il film, naturalmente, un cast eccezionale, e in primis, anche se a volte sembra quasi retorico sottolinearlo, un meraviglioso ed eccezionale Elio Germano, grandioso nel rendere tutte le sfumature emotive del suo personaggio, da apprezzare doppiamente per la nonchalance (così restiamo in tema linguistico) con cui destreggia tra il francese e l’italiano. Accanto a lui una bravissima (e anche bellissima diciamolo) Astrid Berges Frisbey. I due hanno un feeling magnetico, proprio come se fossero protagonisti nella vita reale di questo amore (auto)distruttivo.
Alaska è un film che parla direttamente al cuore e alla pancia dello spettatore, un film così potente da devastarlo emotivamente. A qualcuno potrebbe (ri)aprire qualche ferita (più o meno) cicatrizzata, ad altri forse no, ma sicuramente è un film che riesce a smuovere qualcosa, qualsiasi cosa sia. E un cinema così, non può che meritarsi un grande, anzi grandissimo applauso.
Carla De Felice
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