Cinecefali

Published on Febbraio 11th, 2016 | by Carla De Felice

PPZ – Pride and Prejudice and Zombies

PPZ

Regia: Burr Steers

Durata: 108 min

Cast: Lily James, Sam Riley, Jack Huston, Douglas Booth, Bella Heathcote, Matt Smith, Charles Dance, Lena Headey,

Distribuzione: M2 Pictures

Uscita nelle sale: 4 febbraio 2016

Trama: Il classico di Jane Austin reinterpretato in chiave horror/zombie

“Mi sono preparata a questo per tutta la vita”

Prima di cominciare a parlare di questo PPZ di Burr Steers è necessario partire da un presupposto: come Jane Austen non c’è nessuno, e questo lo sappiamo tutti. Orgoglio e pregiudizio, il suo “own darling child”, è un’opera che, nonostante sia stata scritta più di 200 anni fa, è sempre attuale, adatta a tutti, romantica, divertente ed emozionante. Tutte abbiamo sognato un Mr Darcy, di essere cazzute come Lizzie Bennet e di essere protagoniste di intrighi e gelosie.

Dopo questa premessa che potrebbe sembrare retorica ma è invece indispensabile, possiamo cominciare a parlare di PPZ, Pride + Prejudice + Zombie. Cosa c’entrano gli zombie con Orgoglio e pregiudizio? Vi chiederete voi… c’entrano, c’entrano….

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Il film in questione è tratto dal best seller di Seth Grahame-Smith (lo stesso de La Leggenda del Cacciatore di Vampiri, per capirci) ed edito in Italia da Nord con il titolo Orgoglio e pregiudizio e zombie. Non avendo mai letto il libro, nonostante ne fossi sempre stata incuriosita, mi sono avvicinata a questo film con la curiosità di una neofita. È forse questo il segreto per godere in pieno della sua visione: non avere alcun tipo di pretesa né pregiudizio e considerarlo un puro momento di intrattenimento cinematografico. Non pensate “Jane Austen non si tocca e bla bla bla”, limitatevi a prendere il film così come viene, per ridere all’occorrenza, e così sì che vi divertirete, eccome…

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Dicevamo prima, Jane Austen e gli zombie. Ebbene sì, la trama di PPZ è la stessa di Orgoglio e pregiudizio, il film è fedelissimo alla storia, ripropone spesso pari pari i dialoghi originali con un piccolo particolare: c’è qualche “leggera” variazione. L’Inghilterra del diciannovesimo secolo è afflitta da una grande piaga: il Paese è invaso dai non morti (che praticamente sarebbero zombie) che spingono la popolazione a spostarsi al di fuori della città. Nessun posto è però davvero sicuro, gli zombie sono sempre in agguato e anche gli amici più stretti si possono trasformare in nemici famelici e selvaggi. Le sorelle Bennet non sono fanciulle educate nelle buone maniere, ma delle vere e proprie guerriere sexy, armi e coltelli alla giarrettiera, addestrate all’uso delle arti marziali cinesi e a difendersi con brutalità ma eleganza da eventuali attacchi.

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I non morti di PPZ, invece, sono una simpatica variante degli zombie a cui siamo abituati, sono dotati di cervello e giudizio, e hanno addirittura progetti ed ambizioni politiche. Possono parlare, comunicare e molto spesso non si possono distinguere dai vivi.

Dire di più sulla trama sarebbe un peccato, il divertimento della visione sta proprio nello scoprire come gli zombie e Jane Austen si combinano assieme, ma voglio almeno dirvi una serie di motivi che dovrebbero (o potrebbero) spingervi a vederlo.

        1. Mr Darcy è quel meraviglioso Sam Riley che in verità fa un po’ impressione all’inizio, perché per me è e sarà sempre Ian Curtis ma se la cava bene
        2. Il signor Collins è quel simpaticone di Matt Smith aka l’undicesimo Doctor
        3. Maschietti gioite perché Lizzie Bennet è sempre pronta a mostrare la sua ricca e prosperosa scollatura
        4. C’è mezzo cast di Game of Thrones. Prima di tutto una superba Lena Headey, perfetta e autoritaria Catherine de Bourgh, ma anche Charles Dance aka Tyrion Lannister aka il signor Bennet (che sì, questa volta fa la parte di un padre comprensivo)
        5. Jack Houston che fa quel grande infamone di Wickham.
        6. La scena della confessione di Darcy a Lizzie è bellissima e super hot e vale già da sola la visione del film

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PPZ non è sicuramente un film che lascerà un segno indelebile nella storia del cinema ma non ha minimamente questa pretesa. Non si prende troppo sul serio e come tale dovrebbe essere guardato e considerato: un film di puro intrattenimento. C’è qualche pecca qua e là, nella seconda parte perde un po’ il ritmo, ma una visione la merita, anche solo per farsi un giudizio… E ricordate: lasciate ogni pregiudizio e pretesa voi che guardate….

Carla De Felice

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L'unico vero realista è il visionario.



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