Penny Dreadful
Genere: Drama, horror, fantasy
Durata: 1h (a episodio)
Lingua originale: inglese
Stagioni: 2
Cast: Eva Green, Timothy Dalton, Josh Hartnett, Harry Treadaway, Rory Kinnear, Billie Piper, Helen McCrory
Prima TV: 7 settembre 2015
Distribuzione: Showtime
TRAMA (SPOILER FREE): Nella Londra di fine ‘800 si intrecciano le vite e i demoni personali di un gruppo eterogeneo di individui: l’esploratore sir Malcolm Murray, la giovane Vanessa Ives, il misterioso Ethan Chandler, l’ambizioso e leggermente sociopatico dottor Frankenstein, che si troveranno uniti in una missione spaventosa alla ricerca di Mina Murray (sì, proprio QUELLA Mina Murray).

Paura eh?!
All’aspetto una sorta di Lega Degli Straordinari Gentlemen ma fatto meglio, Penny Dreadful fa del proprio titolo un manifesto d’intenzioni: i penny dreadful erano, infatti, delle pubblicazioni “gore” da un penny, per qualche brivido a buon mercato. E la patinatissima serie tv Showtime regala più di qualche brivido, in effetti.

“Comprereste un’auto usata da queste persone?”
Puntando tutto su un cast quasi integralmente britannico, la serie ci trasporta letteralmente (e letterariamente) nella Londra più sporca che abbiate visto, fatta di vicoli bui poco raccomandabili all’ombra di bianchi palazzi lussuosi.
Guidati da Eva Green, che regala già dai primi episodi delle performance da standing ovation (anche nel salotto di casa), i nostri eroi poco tipici si mostreranno poco a poco in tutta la loro fragilità e mostruosità, anch’essa letterale: verrà svelata la miglior rappresentazione della Creatura di Frankenstein mai vista sul piccolo schermo.
C’è sangue a litri, orrore, paura, desiderio, perfino un po’ di sana shipping per chi conserva un cuore adolescente, ma soprattutto c’è molta poesia.

Tu m’hai rubato il cuor
Penny Dreadful riesce infatti nell’intento di trasformare non già la pagina in immagine, ma l’immagine in pagina: i riferimenti letterari, dai nomi della Creatura, Caliban (antagonista ne La Tempesta di Shakespeare) e John Clare (poeta inglese), alla presenza stessa di Dorian Gray incarnato (con tanto di ritratto) ci riportano alle letture che possono esserci state più care, più intime.
La serie si snoda per ora su due stagioni (la terza è in arrivo il primo maggio), sempre dalla struttura corale e sul tema della lotta tra Bene e Male. Piccolo spoiler: il Bene non se la cava granché.
PERCHÉ VEDERE PENNY DREADFUL?
– Per i costumi, la sceneggiatura, la recitazione perfetta e per Victor, piccolo, fragile, Victor. Addio Kenneth Branagh, addio anche James McAvoy, soprattutto addio Peter Cushing. Il dottore torna a essere un idealista, un sognatore, un disadattato, e la sua Creatura finalmente mostra cuore e rabbia, cultura e furia animalesca.
– Per la scena di possessione nell’episodio 1.2, in cui Eva Green dimostra chiaramente di meritare il Golden Globe che ancora non le hanno dato, manco fosse Di Caprio con l’Oscar.
– Per il velo di malinconia che permea ogni episodio, anche i più violenti.
– Perché nessuno è fatto solo di luce o solo d’ombra, e ogni tanto vale la pena farcelo ricordare anche da una serie tv.
PERCHÉ NON VEDERE PENNY DREADFUL?
– Perché i mostri mi fanno paura.
– Perché a Londra preferisco Losanna.
– Perché Peter Cushing è il mio sogno erotico.
– Perché ho già visto American Horror Story: Ufficio delle Entrate (giuro, si chiamerà così) e per quest’anno ho raggiunto la mia soglia di sangue finto.
Selvaggia C. Serini
Summary:



