Film

Published on Aprile 12th, 2016 | by Angelica Milia

Veloce come il vento

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Regia: Matteo Rovere
Durata:119′
Cast: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Lorenzo Gioielli, Paolo Graziosi
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita: 7 Aprile 2016
Trama: Giulia gareggia nella categoria Gran Turismo del campionato italiano. Ha stoffa e carattere, ma quando il padre-allenatore muore, si ritrova con debiti da pagare e un fratello ex campione e tossicodipendente per casa. La loro convivenza forzata porterà tanti problemi quante vittorie a entrambi.

‘Ma questa qua fa le curve rotonde!’

Se non l’avessi visto non ci avrei mai creduto. Eppure l’ho visto e ora ci credo.

Matteo Rovere ha fatto il miracolo tanto aspettato, e con lui Gabriele Mainetti. Sono questi i due nomi italiani dell’anno, e forse finiranno anche nei libri di storia del cinema, ma questo sarà il tempo a deciderlo.

Sta di fatto che, dai primi timidi tentativi di riportare film di genere nelle sale accompagnato da firme di autori italiani (partendo da Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores a Il racconto dei racconti di Matteo Garrone) ora ci troviamo con due film, usciti a poca distanza tra loro, fino a poco tempo fa impensabili per la nostra assopita cultura produttiva dal dopoguerra a oggi.

La cosa più bella di questo film è la capacità del regista emiliano di introiettare la lezione che sembra essere così ostica ai cineasti nostrani: fare un film italiano, che non nega quindi le proprie radici culturali, con afflato internazionale, evitando l’effetto imitazione venuta male, grazie alla capacità di utilizzare una grammatica visiva di ampio respiro ma asservita al racconto. Il prodotto finale a cui si assiste è un punto di congiuntura raro e impressionante allo stesso tempo.

Con la più canonica delle costruzioni narrative, Matteo Rovere imbastisce una regia potente quando serve, serrata nei momenti giusti, con gusto estetico e ritmico che sembrano impossibili da arrestare. Capace di non cedere mai, il film avanza con potenza travolgente, dai punti tecnici a quelli emozionali, dalla scelta umana alla costruzione prettamente logica di un romanzo di formazione da un lato e di una storia di riscatto dall’altro.

Veloce come il vento è un film che sa cosa vuole mostrare e lo fa nel migliore dei modi, con interpreti in stato di grazia (l’esordiente Matilda De Angelis in testa), corpi nervosi e sudati, controllo dei battiti e una bontà d’anima che non punta mai al ricatto morale.

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Un film che potrebbe essere l’inizio di un’era nuova per un’intera generazione di registi che, si spera, come Rovere sapranno quando prendere il cordolo nel momento giusto. Saper osare, la lezione che il cinema italiano deve finalmente cominciare a imparare.

Angelica Milia

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Veloce come il vento Angelica Milia

Summary: Matteo Rovere porta finalmente il cinema italiano al livello successivo, senza paura di rischiare, come i personaggi del suo terzo lungometraggio.

4

Voto


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Mangio film, faccio film.



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