Libri

Published on Ottobre 12th, 2016 | by Roberta Rega

I nostri Minimarcos preferiti

Come ogni magnifico trentenne impavido degli anta che si rispetti, la casa editrice Marcos y Marcos ha deciso di festeggiare in pompa magna i 35 anni di attività con la campagna A QUALCUNO PIACE MARCOS per rilanciare tutti i titoli della collana miniMARCOS. Grazie a questa iniziativa siamo venuti a conoscenza non solo del fatto che con Marcos siamo quasi coetanei, ma abbiamo anche avuto l’occasione di riscoprire autori e titoli che meritavano un posto d’onore nella nostra libreria personale. La scelta è stata ardua, ma alla fine abbiamo selezionato i nostri due MiniMarcos preferiti. Si tratta due titoli di narrativa molto diversi tra loro per struttura e temi ma altamente trasversali e sorprendenti.

e-ricca-la-sposo-e-lammazzo-mini_prima_webÈ ricca, la sposo e l’ammazzo – Jack Ritchie

Se si dovesse riassumere il clima di questa raccolta di racconti dello statunitense Jack Ritchie, prolifico autore di short stories, si potrebbero citare senza esitazione alcuna i primi 5 minuti de La finestra sul cortile: gli anni Cinquanta, la sottile tensione richiamata dal piano sequenza, la frizzante fotografia da poster e il jazz.

Il nome di Sir Alfred Hitchcock non è buttato lì a caso: le atmosfere narrative di Ritchie richiamano molto quelle del regista inglese, e in particolare della serie degli anni Sessanta Alfred Hitchcock presenta , le affascinanti e terrorizzanti repliche estive che davano alla Rai con il maestoso profilo di Hitchcock a presentare gli episodi.

Giallo e short stories, questo è il binomio di Ritchie: brevi racconti thriller che non cedono mai alla divagazione, al dettaglio che non sia funzionale, dal ritmo stringato, rocambolesco, e che riservano sempre un colpo di scena.

È ricca, la sposo e l’ammazzo è il titolo Minimarcos che raccoglie 12 racconti brevi di Ritchie, dove fin dal primo il lettore viene preso in giro e affascinato dai fieri guasconi protagonisti delle sue storie, tutti così simili per fascino e ingegno a Johnny Hooker/Robert Redford de La Stangata. L’amore per questi truffatori sbruffoni deriva sia dal ritmo sempre vivo e serrato delle storie che dall’uso ripetuto della prima persona, che subito rende il lettore complice di una narrazione dominata dai furbi, dai doppiogiochisti, dalle macchinazioni di cui un uomo può essere capace per arrivare al profitto economico, motore di ogni raggiro, nefandezza ed eccesso.

Eppure, anche nella macchina dell’inganno costruita alla perfezione, c’è sempre spazio per l’ironia, per una tenerezza imprevista, per un colpo di scena che lascia il lettore ancora una volta raggirato, sconcertato, piacevolmente sorpreso di essere stato, ancora una volta, stangato da Ritchie.

Second Hand – Michael Zadoorian

second-hand-mini_prima_web“Sono convinto che quando possiedi qualcosa che è appartenuto ad un’altra persona, stabilisci un contatto segreto con lei, con il suo passato. È un modo per toccare una persona senza incasinarsi con i sentimenti.”

Gli appartenenti alla setta degli appassionati delle cose di seconda mano si contraddistinguono per una serie di caratteristiche comuni. Danno un valore diverso agli oggetti usati, e quella che per la maggioranza potrebbe essere una semplice scatola di latta arrugginita per loro potrebbe rappresentare un piccolo tesoro. Di solito disprezzano i mobili troppo nuovi e moderni, e la frase “ma perché non getti un po’ di quella roba vecchia?” può provocare in loro fortissimi e incontrollati attacchi di panico. Il Satori Junk, il negozio di cianfrusaglie di Richard, protagonista del romanzo Second Hand di Michael Zadoorian, potrebbe diventare un vero e proprio paradiso per loro. Richard è infatti un junker da manuale (da non confondere con hipster, attenzione) e gestisce con cura e amore il suo piccolo negozio dell’usato. Sua madre e sua sorella, però, non accettano questa scelta lavorativa, la considerano incostante e poco remunerativa. Alla morte della madre, Richard eredita tanti piccoli oggetti che gli insegnano a conoscere tante cose dei suoi genitori, forse di più di quando erano in vita. Nello stesso periodo conosce Theresa, una “dea del riuso” dal carattere un po’ lunatico che lavora con gli animali abbandonati. Tra i due scocca la scintilla anche se non tutto fila come dovrebbe perché i loro caratteri sembrano alquanto incompatibili.

Non fatevi ingannare dal sottotitolo, Second Hand non ruota esclusivamente intorno alla storia d’amore tra Theresa e Richard. Va ben oltre ciò. È un romanzo sui rapporti umani, che non sempre sono facili, sui dubbi e le insicurezze che attanagliano la nostra mente. Sulla soddisfazione verso la propria vita, sulla ricerca della felicità e, naturalmente, sul forte legame tra l’uomo, gli oggetti e gli animali. Un libro emozionante, scorrevole e profondo. Se amate gli oggetti vintage troverete un manifesto, se tendete a gettare tutto troppo presto, beh ci penserete due volte la prossima volta.

Carla De Felice & Roberta Rega

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"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"



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