Masters of Florence – I Medici
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Ideatori: Frank Spotniz, Nicholas Meier, Genere: Storico, drama Durata: 50’ (a episodio) Lingua originale: inglese Stagioni: 1 Episodi: 2 puntate Cast: Richard Madden, Dustin Hoffman, Alessandro Preziosi, Stuart Martin, Guido Caprino Distribuzione: RAI Prima Tv: 18 Ottobre 2016, Italia |
La serie di oggi è un adattamento romanzato di casa RAI, di quelli che avrebbero causato ulcera a grappoli a Renè Ferretti: il maledetto Machiavelli portato a qualche decina d’anni prima, precisamente al 1429: il giorno della morte di Giovanni de’ Medici, padre di Cosimo e Lorenzo, fondatore del Banco Medici.
Signore e signori, se questa scommessa la RAI non dovesse vincerla, sarebbe una pessima figuraccia: quindi guardiamoci i primi due episodi con estrema pazienza e vediamo cosa succede a Firenze nel 1400 secondo la regia italo inglese.
D’altronde, già la sigla la dice tutta: la dirompente voce di Skin ci accompagna nel viaggio nel tempo.

Nostro padre è stato avvelenato
Dimentichiamoci per un istante il fattore veridicità delle vicende storiche raccontate, che, come abbiamo detto, in alcuni momenti fanno concorrenza al Machiavelli Ferrettiano, e concentriamoci sul potenziale dello sceneggiato:
Il racconto procede, soprattutto nel primo episodio, seguendo continui flashback, ricordando episodi di vent’anni precedenti al ’29 e spiegando come Giovanni ha educato i suoi figli, soprattutto Cosimo, primogenito destinato a ereditare la direzione del Banco Medici.

Tu sarai fedele a me
Il grande leit motiv della serie, anche grazie ai continui salti nel passato del giovane Cosimo e dei suoi sogni di diventare artista, è l’aspetto su cui vale sicuramente la pena approfondire e continuare a immergersi nell’atmosfera rinascimentale, anche se un po’ posticcia.
Il leit motiv è il quid che ha fatto la storia e l’immaginario del nome Medici fino ai giorni nostri, l’x-factor per cui per qualunque essere umano degnamente scolarizzato della civiltà occidentale il Rinascimento è il fiorentissimo periodo generato da un regime di potere speciale e particolarissimo.
La Corte dei Medici, costruita sugli istituti di credito, e proprio per questo potente e in grado di finanziare e garantire conversazioni e circuiti artistici come quelli che abbiamo studiato per anni, controvoglia, in storia dell’arte a scuola (noi, in America I Medici sono quelli vagamente collegati a cazzodicane a Michelangelo che è il tizio che ha disegnato l’intera dottrina Cristiana su quella cappella alta alta).

Quanta bellezza.
Ora, va detto che siamo soltanto ai primi due episodi, e che la narrazione è appesantita da dialoghi, facce di bronzo, ritmo e il tocco di casa RAI che sembra impossibile da polverizzare, anche con gli interventi anglosassoni.
Abbracciamoci la Croce, amici: il bello di Masters of Florence forse è proprio il fatto che non importa quanto la RAI riesca a risultare la macchina di produzione vecchia e grigia che tutti conosciamo: la storia dei Medici è talmente affascinante e attuale che forse, in fondo, un paio d’ore a settimana glieli possiamo concedere.
Rigorosamente in lingua originale però, che il doppiaggio italiano degli attori italiani è ancora peggio del doppiaggio in sé.
Oh, comunque che alla fine la serie sia fatta bene o no noi mica possiamo saperlo, ma un saggio un tempo diceva Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza.
Amen.
Perché guardare Masters of Florence?
Perché Preziosi-Brunelleschi che si definisce “un genio” da solo è da Oscar-GoldenGlobe-Grammy, perché Bobb Stark mi manca, perché ragazzi c’è anche Walder Frey, perché che noia la veridicità storica, fatemi sognare!, perché adesso è chiaro che senza soldi non si cantano messe (e non si realizzano cupole).
Perché non guardare Masters of Florence?
Perché non seguo in lingua originale, perché BoiKOTTiAMOlaKA$TA!!!1!, perché non ho voglia di aspettare che la serie migliori, perché durante l’ora di storia dell’arte mi facevo le canne in bagno, perché le tette di Myriam Leone sono TOP ma lei va via subito, stronsi.
Noemi Borghese
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