Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me – The Witcher
| Titolo: The Witcher
Ideatore: Lauren Schmidt Hissrich Regia: Vari Genere: Fantasy, Azione, Avventura Durata: 47 ’- 67’ a puntata Lingua originale: inglese Stagioni: 1 Episodi: 8 Cast: Henry Cavill, Anya Chalotra, Joey Batey, Freya Allan Distribuzione: Netflix Prima Tv: 20 Dicembre 2019 |
Se siete fan di The Witcher, verso agosto 2019 sarete stati travolti dalle imbarazzanti foto che giravano in rete e ritraevano Henry Cavill (l’Uomo d’acciaio di casa DC), con un’orrenda parrucca, nei panni di Geralt di Rivia. Ogni indiscrezione, foto o seguente rivelazione del cast faceva storcere il naso al popolo dei videogiocatori, famoso per sportività e assoluta mancanza di puntiglio. A novembre ecco la spiazzante rivelazione: la serie The Witcher prenderà spunto dai libri (sconosciuti al grande pubblico) di Andrzei Sapkowski, infischiandosene totalmente del character design dei videogiochi.

Non la tua foto più lusinghiera, Henry
È quindi cominciata la solita, sterile polemica sull’aver inserito nel cast attori di colore mentre il popolo becero, vista l’ambientazione europea, pretende un cast caucasico al cento per cento. Perché da sempre quello che chiediamo al genere fantasy è la verosimiglianza, no (parliamo di scene surreali tipo: “Hai mai visto un elfo di colore? – No, io non ho proprio mai visto un elfo!” ndr)? L’altra polemica proveniva dalla folta schiera di gamers che voleva le controparti femminili rappresentate esattamente come le due bambolone sexy con cui avevano interagito (sì… quello) nel videogioco.
Nella serie seguiamo le avventure del protagonista, Geralt, alle prese col suo mestiere da witcher: sbarazzarsi dei mostri che infastidiscono i villaggi/città per soldi. Ma il continente dove prende vita la storia è in subbuglio. Uno dei regni del sud, Nilfgaard, ha deciso di conquistare tutti gli altri perché può. Le otto puntate saranno un viaggio nel recente passato del protagonista e dei comprimari (à la Berserk) che arriva fino al presente. Tutto ruota intorno al destino: siamo in grado di decidere per noi stessi o c’è una volontà superiore dalla quale non si può fuggire? Il destino è ineluttabile o possiamo fare in modo che prenda la direzione che vogliamo?
Geralt non dovrà rispondere da solo a queste domande, con lui ci saranno il bardo Jaskier/Ranuncolo (Dandelion per i gamers), la potentissima, incazzosissima, maga Yennefer e la dolce, riflessiva maga Triss.
Detto in sincerità, ho ignorato completamente la polemica sul casting, preoccupato soprattutto dal costume e dai capelli di Cavill. Netflix deve aver pagato tutto per avere un attore hollywoodiano nel cast, per poi dare gli spiccioli agli altri reparti. Nella serie c’è un alone di posticcio che abbraccia costumi, trucco e soprattutto parrucco. La computer grafica è scadente: quando c’è, si vede tanto. La fotografia degli interni fa sempre campi stretti per evidente mancanza di spazio, le scene di combattimento sono veloci ed essenziali, molto ben coreografate e soprattutto a telecamera ferma. Gli esterni sono molto suggestivi grazie ai panorami mitteleuropei e canadesi.
Dopo queste tragiche premesse posso sentenziare che The Witcher è una serie bellissima. È scritta bene, recitata bene, il girato fa quello che può con veramente poco a disposizione e vi giuro che meglio di così non si poteva fare. Henry Cavill ci mette tutto, è espressivo e cupo, un Geralt perfetto. Ogni dubbio su di lui è stato spazzato via dalla sua performance fatta di mugugni e “fuck”. Gli altri personaggi non sono da meno: Joey Batey col suo Jaskier gestisce “la linea comica” e crea con Cavill un’intesa incredibile. Il bardo rende Geralt meno mostruoso e torvo ma soprattutto ha il merito di aver composto la ballata che è già viral Toss a coin to your Witcher.
Anya Chalotra è Yennefer, personaggio a cui spetta il compito di far crollare la fama di franchise sessista a The Witcher. I videogiochi della serie, anni fa, sono stati accusati di ipersessualizzare i personaggi femminili e soprattutto di relegare a ruolo quasi esclusivo di prostitute le NPG.
Yennefer è fiera, padrona di se stessa, non ha bisogno di essere salvata da nessuno e combatte per le proprie scelte difendendole a ogni costo. Chalotra ha una recitazione molto fisica, è credibile e affascinante, se proprio volessi trovare un difetto è un po’ troppo giovane rispetto a Cavill/Geralt o forse è Cavill che è troppo grande per quando è collocata temporalmente questa parte della storia del Witcher.
L’unico personaggio mutilato dalla scrittura è Triss Merigold, interpretato da Anna Shaffer, che nei giochi era protagonista assoluta mentre nella serie ricopre un ruolo marginale e defilato, avrebbe meritato più spazio ma non sappiamo come evolverà la storia.
The Witcher torna a una struttura televisiva vecchio stampo, restituisce atmosfere da Hercules e Xena, ha il merito di non prendersi assolutamente sul serio e forse per questo sta avendo molto successo su noi giovani quarantenni. Il misto CGI e pupazzoni si rivela vincente, la serie si guarda con piacere, non annoia mai e le puntate volano nonostante il minutaggio sfiori l’ora di durata.
Date una chance al vostro Witcher, ne otterrete intrattenimento puro, una bella storia e un fantasy assolutamente non banale e scontato.

Parola di Yennefer. Vi conviene darle retta.
Perché vedere The Witcher?
– Perché un Geralt così non lo vederete mai più.
– Perché sono orfano del Trono di Spade e ho ancora sete di sangue.
– Perché sto già accordando il mio liuto.
Perché non vedere The Witcher?
– Perché Triss Merigold ha i capelli rossi e non castagna.
– Perché sono contrario all’uso delle parrucche.
– Perché non ho tirato un soldo al mio Witcher.
Francesco Papadia



