Recensioni

Published on Novembre 16th, 2016 | by Noemi Borghese

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Haters Back Off!

Ideatori: Colleen Ballinger Chris Ballinger,

Genere: Comedy

Durata: 30-35’ (a episodio)

Lingua originale: inglese

Stagioni: 1

Episodi: 8 puntate

Cast: Colleen Ballinger, Angela Kinsey, Francesca Reale, Erik Stocklin, Steve Little

Distribuzione: Netflix

Prima Tv: 14 Ottobre 2016, Italia

La serie di oggi è la storia di una persona mai esistita e di un personaggio che tuttavia esiste da otto anni: Miranda Sings, alter ego di Colleen Ballinger, la geniale ragazza dal misteriosissimo contorno labbra – si narra che le sue labbra potrebbero essere doppie quanto quelle di Pamela Anderson o quelle di Yoda – che il 22 febbraio del 2008 pubblicò il suo primo video in cui svelava a tutto il mondo le sue incredibili doti canore interpretando “Respect” di Aretha Franklyn. Comincia così la storia di Haters Back Off.

Fortemente voluta da Colleen che ne è producer e, guarda un po’, resa possibile da Netflix, la serie parla della vita di una persona per la quale nella nostra quotidianità proveremmo pena e disgusto. Tuttavia, Miranda ci mette pochissimo a trascinarci nel suo mondo e a coinvolgerci nella sua battaglia al nemico di qualunque Youtuber che si rispetti: gli Haters.

Haters Back Off

This is a freaking real magic box

Un tempo le storie in TV erano costruite su un massimo di tre o quattro personaggi, sempre gli stessi: il protagonista maschile, quello femminile, il personaggio cattivo, il personaggio ridicolo. Poi qualcosa è cambiato, prima nella letteratura – più di un secolo fa – e poi al cinema e finalmente in TV, e il bello e il brutto, il bene e il male, hanno smesso di essere categorie fisse.

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace diventa così un’affermazione così vera da dar vita al termine virale, aggettivo che significa praticamente “chiunque può essere in grado di diventare famoso con la giusta idea, ma nessuna buona idea sarà mai tale se non viene ricondivisa X volte al giorno da Y persone al minuto.”

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She said she’s glad and she came.

Miranda è una wannabefamous come se ne trovano a decine sul social dei video più famoso del mondo, ma nel suo caso il personaggio è finto, e così il profilo diventa virale perché i più svegli capiscono il gioco, i meno attenti ci cascano e cominciano, video dopo video, a riempire di insulti e offese la ragazza che si spaccia per qualcosa che non è: una cantante estremamente talentuosa – in realtà poi Colleen lo è davvero -.

La serie così ricalca esattamente l’esperimento e dà vita al personaggio di Miranda, immaginando la sua vita. Madre succube, sorella sana di mente, zio complice e persino disadattato/vicino di casa/migliore amico/spasimante: il quadro è completo e la vita di Miranda sembra essere ambientata in un Little Miss Sunshine tinteggiato da Tim Burton, oltre ai chiari e continui riferimenti e omaggi a Napoleon Dynamite.

Non lasciatevi ingannare dal senso di disgusto che potrebbe sostituire la curiosità dopo i primi minuti: resistete e godetevi anche qualche cameo a sorpresa – un cameo formato Magnum, diciamo così – che anche stavolta la produzione non lascia niente al caso.

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Haters, back off!

La cosa divertente di Haters Back Off è che niente di quello che vediamo è inverosimile, la sensazione di pericoloso, proibito e sbagliato ci investe esattamente come in Black Mirror anche se qui si ride e non si va in tachicardia ogni 2 minuti -. La realtà è davvero così o è un’esagerazione di un gruppo di sceneggiatori pieni di reminiscenze universitarie e di una Vlogger megalomane?

Ebbene, la realtà è così cari amici: Miranda è divertente e ci si affeziona a tutto di lei nel giro di pochi minuti, rossetto, voce e gelato compresi. L’unica persona che dà fastidio, inspiegabilmente e contro la nostra volontà, è la sorella, che poi è la voce del buon senso, la voce dell’unica persona che usa il cervello in un’intera città.
Seguire Haters Back Off è una violenza – sottile, divertente e provocatoria – perché stavolta la protagonista non è l’incompreso genio o la bellissima timida in un mondo di arpie.

Stavolta la protagonista è una deficiente.

La verità è che Haters Back Off dipinge all’estremo una realtà che esiste e di cui fingiamo di non accorgerci, e per la quale non abbiamo ancora gli strumenti adatti. Eppure ci sarebbe bastato approfondire – che so – due o tre dialoghi delle riunioni cittadine di Gilmore Girls dieci anni fa, ma eravamo troppo impegnati a snobbarlo per preferire la sbobbazza emozionale inconcludente di Grey’s Anatomy.
  

Perché guardare Haters Back Off?

Perché anche io non mi so mettere il rossetto, perché è tratto da una storia finta di un esperimento vero, perché più simpatica di Miranda c’è solo Meg Griffin, perché se non capisci questa serie non ti meriti di parlare della vittoria di Trump, perché chi non vorrebbe esclamare un giorno “Haters Back Off!”? 

Perché non guardare Haters Back Off?

Perché mi danno fastidio quelli che urlano, perché mi danno fastidio i social network, perché mi danno fastidio le persone, perché mi dà fastidio la vita, perché Miranda non ha le tette.

Noemi Borghese

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Ho sbagliato tutto, fatemi scendere, voglio fare la ballerina!



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