Serie TV

Published on Novembre 30th, 2016 | by Noemi Borghese

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The Young Pope

Ideatori: Paolo Sorrentino 

Genere: Drama

Durata: 46-60’ (a episodio)

Lingua originale: inglese

Stagioni: 1

Episodi: 10 puntate

Cast: Jude Law, Silvio Orlando, Diane Keaton, Javier Camara, Scott Sheperd

Distribuzione: SKY

Prima Tv: 21 Ottobre 2016, Italia

Diciamoci la verità: Paolo Sorrentino o lo ami o lo odi. Sicuramente se siete qui avete un’opinione sulla serie, e al 99% l’opinione che avete – perché l’avete vista tutta, perché la state guardando, perché ne avete sentito parlare, perché vi siete rifiutati categoricamente di vederla – pende verso l’ammirazione o la noia, perché il regista della serie di oggi non conosce mezze misure, neanche nelle opinioni che raccoglie.

La sera in cui sono andate in onda le ultime due puntate di The Young Pope, Paolo Sorrentino si è mostrato ai follower di SKY Atlantic su Facebook per rispondere alle domande dei fan della serie. Se non avete visto il video, vi consiglio di rimediare subito.

Poi tornate qui a leggere la recensione, vi aspetto.

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Lo so, sono molto bello ma ora è meglio non pensarci

Fatto? Bene.

Dicevamo, la serie composta di dieci episodi è terminata pochi giorni fa e noi da bravi cefali abbiamo deciso di aspettare per parlarne e non fare troppi spoiler, perché sarebbe contro la Carità cristiana farlo.

La storia ha come protagonista, ingombrante, istrionico al 100% e al contempo cocciutamente convinto di non volersi mostrare al pubblico, il neo eletto Papa Pio XIII, interpretato da un Jude Law magistrale – tanto che io fossi in Tony Servillo andrei a fare una scenata di gelosia a Paolone ogni sera, ubriaco -.

Lenny Belardo, nome di battesimo di Pio, è una persona profondamente ferita dalla storia personale che lo vuole orfano, abbandonato dai suoi in un convento a nove anni, e profondamente confusa, perché tutta la sua carriera ecclesiastica si è svolta all’ombra del suo mentore Michael Spencer, che infatti era tra i candidati più papabili – gioco di parole, l’avete capito? Sono molto simpatica sì – per la nomina del nuovo Pontefice.

Chiaramente le cose non vanno come Spencer sperava perché è Lenny ad essere scelto come guida della Chiesa, probabilmente perché visto come una scelta molto meno rischiosa. Spencer, infatti, è un personaggio estremamente conservatore e i prelatissimi temono in una svolta eccessivamente autoritaria di una Chiesa che ha la necessità di stare al passo con i tempi #unoacasopapafrancesco.

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Un prete non cresce mai perché non può diventare padre. Rimane sempre figlio.

Ecco che Lenny a 49 anni si ritrova Papa, e porta con sé tutte le insicurezze di un bambino incastrato in un corpo di uomo di Chiesa e nelle elaboratissime vesti da Pontefice, e nelle prime puntate la serie sembra virare verso una sorta di House of Cards – Vaticano, se non fosse che, se fosse stato così, non l’avrebbe girata Sorrentino.

Sorrentino è, e questo è il motivo per cui vi ho detto di andarvi a guardare il live su Facebook, una persona in grado di tenere sullo stesso piano un’ironia tagliente e un distacco dal luogo comune senza eguali. Il modo in cui Paolo risponde ai fan è lo stesso modo in cui visualizza le scene dei suoi film.

Costruendo una realtà verosimile e parallela alla nostra, ci proietta in un’ambientazione che non ha niente da invidiare alle ambientazioni di Black Mirror: il papa Pio XIII si rivela una scelta tutto fuorché moderata, e farà pentire tutti di averlo scelto per la personalità estremamente imprevedibile della persona che si trovano davanti.

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Fratelli cardinali, noi dobbiamo tornare a essere proibiti, inaccessibili e misteriosi.

Sorrentino non ha paura di giocare con il profano, accompagnandoci in scene di sesso a cui assistiamo contando i secondi da spettatori atterriti, e deliziandoci con discorsi su sesso, violenza e abbandono trattati con un cinismo pari solo a quello di un pilastro della letteratura contemporanea (sì, il cameo di questa serie è di Philp Roth).

Paolo, ancora, ha quello stesso coraggio ed entusiasmo tipico di chi si anima di vorrei ma non posso e che alla fine però ce la fa, non supera mai il punto di non ritorno verso cui si scivola verso il ridicolo, che poi è il nemico numero uno delle produzioni artistiche;
anche quando ci sbatte in faccia il ridicolo, con la figura del Cardinale Voiello che meriterebbe una recensione a parte, riesce sempre a farci ridere e mai a farci cambiare canale. Complice uno dei migliori ruoli che Silvio Orlando abbia mai interpretato.

E parlando del Cardinale Voiello: alla prossima persona che vi parla, male, di Sorrentino, sapete già come rispondere, vero?

Perché guardare The Young Pope? 

Per Sorrentino, Per il Cardinale Voiello, Perché questo Papa mi fa salire le frasette d’amore dei diari del liceo, perché solo Sorrentino poteva prendere Nada e lanciarla in testa alle classifiche e non per “Amore Disperato”, perché cinque motivi non mi bastano.

Perché non guardare The Young Pope?

Perché Sorrentino non mi piace, perché sto smettendo di fumare, perché non si scherza su Gesù, perché la Chiesa dovrebbe pagare l’ICI del Vaticano allo Stato Italiano!!, perché ci si arriva molto vicino ma le tette di Esther non si vedono.

Noemi Borghese

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The Young Pope Noemi Borghese

Summary:

5

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Ho sbagliato tutto, fatemi scendere, voglio fare la ballerina!



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