Fumetti

Published on Giugno 5th, 2017 | by Martina Caschera

0

Born To Lose

Due sono gli elementi che inficiano l’oggettività della seguente recensione. Il primo ha a che vedere con l’autrice del fumetto, il secondo con la scrivente. Prima di andare avanti dunque voglio fare una premessa a mia difesa, ossia voglio questionare l’oggettività di una qualunque recensione: per quanto si tenti di essere professionale, spesso la passione fa lo sgambetto e dunque accade che, pur mantenendo un linguaggio volutamente asettico, qualcosa nella recensione tradisca le viscere dell’umana creatura che vi è dietro.

Detto ciò, vi presento l’autrice di Born To Lose, edito dalla Coconino Press (2017): Nicoz Balboa è lì, che disegna in uno spazio immenso (lo stand Coconino), facendolo sembrare angusto. Nervosamente tiene in mano l’attrezzo del mestiere (un pennino), si guarda attorno con due grandi occhi chiari e, dopo un po’, inizia a disegnare una dedica. Davanti a lei però non c’è nessuno: è il 28 aprile, è mattina e il Comicon è praticamente deserto. Ci siamo solo io e lei, o almeno così ricordo.

Born To Lose_una banda di cefali

Nicoz Balboa, Born to lose. Coconino Press, 2017. PP 192

Non la conosco e quindi comincio a farmi i fatti suoi. Mentre parla apro il fumetto e le parole di Nicoz fanno da sottofondo musicale ad una piccola epifania: sembra di aprire un taccuino a righe (la Moleskine, ovviamente, che ve lo dico a fare), ci sono perfino i giorni. Dunque è un’agenda, un vero e proprio diario. Nicoz mi corregge, specifica che non c’è proprio tutto tutto, che ha dovuto fare una selezione per dare una forma al racconto. Mi sta simpatica, mi sembra di conoscerla già e quindi sono curiosa di sapere cosa mi può raccontare la sua agenda che i suoi (tantissimi) tatuaggi non dicano.

Il secondo elemento disturbante è il fatto che anch’io disegno. Colleziono taccuini, quadernini e agende da che sono in grado di reggere in mano una penna e ogni volta mi dico che dovrei farne qualcosa e poi mi rispondo – ma tanto a chi interessa?

Dunque potete immaginare quanto fosse forte il mio entusiasmo e alte le mie aspettative. In un certo senso, devo confessare di aver cercato in Born To Lose qualcosa di mio, la mia maniera di raccontare le cose, sperando che lei mi riflettesse bella e smagliante.

È davvero un punto a mio sfavore, per questa recensione? O è invece esattamente quello che farebbe ciascuno di noi, disegnatore e non, sfogliando fremente le pagine di quello che si presenta come un diario onesto e vivace di un’artista trentenne?

Il patto col lettore è proprio questo: entra nella mia vita, senza giudicare, sprofonda nelle mie gioie, nelle mie insicurezze, nelle mie paranoie. Il lettore non trova in Born To Lose un vero e proprio Bildungsroman (basta pensare al titolo, in effetti). Non l’avventura, il mistero, né tantomeno il dramma. Il lettore viene condotto piacevolmente e naturalmente in una quotidianità speciale. Come una passeggiata in un parco divertimenti pieno di giostre d’altri tempi, di aree verdi e di ruote panoramiche.

 Born To Lose_una banda di cefali

Nicoz Balboa (personaggio) è una simpatica mammartista iperattiva, attentissima alla piccola Mina e incapace di giudicare con oggettività qualsiasi aspetto della sua vita. Per questo, risulta allo stesso tempo adorabile e insopportabile. Nicoz Balboa (personaggio) si lamenta che chi legge i suoi diari pensi di conoscerla, ma questo è perché Nicoz Balboa (autrice) riesce facilmente a convincerci di essere una persona di famiglia o un’amica del liceo, tanto che, chiuso il libro, ci sembra strano non poter uscire a berci una cosa con lei giù al bar.

Quello che più mi è piaciuto di Born To Lose non è la storia, che ha i suoi momenti fiacchi – come la vita, ma vita non è – ma sono l’effetto-empatia (di cui sopra) e la qualità estetica della narrazione.

L’autrice (che è anche tatuatrice, e si vede) ha uno stile particolarmente accattivante poiché alterna una grafica naif molto fresca e scorrevole, ad una maturità e ad una discreta complessità coloristica e “tecnica”. Sono queste le piccole e imprevedibili gemme che Nicoz semina per tutto il racconto e che ci fanno apprezzare le sue qualità d’artista, mentre una costante attenzione al dettaglio colora anche le pagine apparentemente meno mediate. Non ci stupisce che Igort (fondatore della Cononino e ora a capo della Oblomov) ci abbia visto qualcosa e l’abbia voluta con sé. Una chicca, che confonde realtà e fiction: nel fumetto compare anche lui, in carne e colori, insieme a molti altri artisti.

Martina Caschera

Facebook
Facebook
Google+
Google+
https://www.bandadicefali.it/2017/06/05/born-to-lose-nicoz-balboa-coconino-recensione/
Instagram
Twitter
Visit Us
LinkedIn
RSS
Follow by Email
Born To Lose Martina Caschera

Summary:

4

Voto


Tags: , , ,


About the Author



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑
  • Iscriviti alla nostra Newsletter

    Privacy Policy
  • Seguici su facebook!

  • #unabandadicefali su instagram

    • Prima di iniziare Genesi 3.0, l’ultimo romanzo di Angelo Calvisi pubblicato da Neo Edizioni, è giusto sapere che può succedere di imbattersi nella morte immotivata di innocenti, in scene di sesso con animali, di guerra, distruzione, amputazioni, onanismo, ferocia religiosa. Ma ormai siamo lettori adulti e vaccinati...#unabandadicefali #leggeresempre #bellochilegge #librisulibri #editoriaindipendente #neoedizioni #libribelli #consiglidilettura #instabook #instalibri #amoridicarta #leggere #libri
    • Metti uno #streetcefalo a #ginevra #unabandadicefali #instatravel #igerssvizzera
  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • BBB (Book Bloggers Blabberling)

    BBB (Book Bloggers Blabberling)
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Cookie policy