Cefali dorati e visti

Published on Feb 24th, 2018 | by Guest

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Alien


Il film del giorno da recuperare in dvd ai bancarielli è Alien, un cultone fantahorror del 1979 per grandi e piccini. Di cosa si narra in questa deliziosa favoletta?

Ci sta un’astronave nello spazio grande come cento navicelle di Star Trek (l’astronave, non lo spazio) che un bel giorno s’imbatte in un segnale strano e allora per contratto prima di tornare a casa deve riuscire a scoprire da dove arriva il segnale altrimenti il sindacato delle astronavi non gli paga lo stipendio.
I membri dell’equipaggio si recano quindi in una piazzola di sosta per fare la pipì e mangiarsi un panino Capri (uno compra pure un maialino di quelli gommosi che quando lo premi fa i peti) e lì scoprono una navicella tutta strana a forma di antichità greca. Con sprezzo del pericolo, tre di loro entrano nella navicella e scoprono delle uova di Pasqua giganti con dentro tipo dei dinosauri misto galline misto polipi. Un mostro che stava riposando dentro l’uovo giustamente s’incazza che l’hanno svegliato e salta in faccia a un membro dell’equipaggio.

Ora il dilemma: ci sta la donna del gruppo Sigourney Weaver che non vuole farlo rientrare nell’astronave perché deve prima fare un periodo di quarantena nel lazzaretto che se poi infetta tutti è la fine, ma lo scienziato dice: “No, poi muore” e apre il portellone dell’astronave e lo fa entrare.
E da lì in poi il casino.
Il polipo alieno si è attaccato alla faccia del tipo e non si leva nemmeno con il Viakal. Poi una notte si stacca da solo e muore ma non prima di aver messo incinta il tipo. Infatti un giorno a pranzo, mentre mangiavano il sushi nell’astronave, il tipo che prima aveva il polipo in faccia bellebbuono si sente male e gli si rompono le acque e proverà l’ebrezza del parto omosessuale. Infatti gli esce il figlioletto dalla pancia che però se ne scappa per la navicella come un capitone in casa durante le feste di Natale.
I membri dell’equipaggio capiscono che il capitone vive nei tubi d’areazione e allora il capitano cerca di prenderlo e s’intrufola nei tubi ma il mostro è cresciuto e sembra un misto tra Mickey Rourke in The Wrestler, Mike Tyson quando mangiava le orecchie agli avversari e Luca Giurato quando conduceva Uno Mattina.

SPOILER

Fatto è che pian piano il mostro alieno ammazza tutti e si scopre che lo scienziato della navicella era un robot tutto pieno di latte che era stato mandato dagli alieni per sabotare la navicella. Se ne accorgono quando scoprono per caso che il cappuccino lo fa facendo uscire il latte e il caffè dalle narici del naso.
Alla fine rimangono in vita per contratto solo l’attrice protagonista Sigourney Weaver e il gatto Ciarly (mi pare) che è buono e caro ma che però a una certa viene usato come esca perché Sigourney Weaver pensa: “Meglio a lui che a me, alla fine è solo un gatto che scrocca i whiskas”. Allora poi nella battaglia finale Sigourney Weaver (che è la stessa che nei Ghostbuster trova un altro mostro nel frigo di casa e a questo punto penso sia lei proprio che attiri queste cose altrimenti non si spiega) apre la porta della navicella, con un calcio tira l’Alieno fuori e subito richiude la porta che inizia a fare freddo e la navicella tiene solo una stufetta di quelle cinesi da 20 euro che non scaldano un cazzo.

Morale del film: Fate fare le cose alle femmine che forse evitiamo tanti impicci. Se Sigourney Weaver aveva detto di non far entrare il tipo col polipo in faccia non fatelo entrare e basta! Cristo!

Angelo Zabaglio

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