Playlist #2: “I pesci mi stanno divorando i piedi ma resto in acqua”
Si sa: l’estate è quella stagione che più cresci, più si accorcia, più invecchi, più comincia in ritardo. Per poi finire prima di quanto di aspetti.
Da piccolo, le estati ti sembrano infinite. Iniziano al momento giusto, puntuali, quando non ne puoi più di andare a scuola perché il caldo in un’aula senza aria condizionata insieme con altre venti persone – se va bene – è insostenibile e perché i compiti “non li vuoi fare più”, e terminano quando sei esausto di ozio e noia. Ma rimpianti non ce ne sono perché ti sembra di aver fatto tutto quello che potevi fare, d’altronde due mesi e mezzo non sono pochi.
Nell’età adulta, le cose sono leggermente diverse: si lavora innanzitutto e i giorni a disposizione per le vacanze – che nel frattempo hanno cambiato nome e sono diventate “ferie” – sono sempre meno, dipende da quanto si è sgobbato nel resto dell’anno. Poi c’è quell’inghippo che le cose te le devi pagare da solo, e quindi il fattore economico diventa un’ulteriore limitazione. Infine, c’è la storia delle aspettative: ogni estate viene confrontata necessariamente con la precedente, e ci promettiamo ogni volta che quella successiva sarà migliore, spesa meglio insomma. Perché il tempo è poco e non ci possiamo permettere di sprecarlo, né in questo scarso tempo a disposizione possiamo permetterci di ascoltare musica brutta, quella impietosa che ti fa sanguinare le orecchie in spiaggia, in montagna, in città, ovunque, sottoforma di ignoranti tormentoni calendarizzati o brani dai ritornelli confezionati per ridurre il nostro quoziente intellettivo e l’opponibilità del nostro pollice.
Per abbandonarci alla beatitudine del riposo o al fremito dello spostamento, per assaporare l’ozio o l’esplorazione, l’estate ha bisogno della giusta colonna sonora, musica in grado di trasportarci attraverso viaggi reali o immaginari, e dilatando il tempo.
Questa playlist ci permetterà di farlo, perché condensa l’onda, il sogno, il ballo e la nostalgia, quel sorriso malinconico nato dal ricordo della lontana giovinezza spensierata, tutte cose che in questa stagione ci sguazzano.
Vigorosi pezzi surf-punk, brani dai toni vaporosi e rilassati, bombette disco e canzoni agrodolci vi accompagneranno nelle profondità nel mare, durante una pigra dondolata sull’amaca e nelle notti danzerecce sulla spiaggia, mentre vi ricordate di quando andavate a caccia di granchi sugli scogli impregnati di salsedine.
Mimmo Vestito
Mimmo Vestito



