Film Bohemian Rhapsody

Published on Dicembre 11th, 2018 | by Guest

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Bohemian Rhapsody

Regia: Bryan Singer
Genere: biografico, drammatico, musicale
Durata: 134 min
Cast: Rami Malek, Lucy Boynton, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joseph Mazzello, Aidan Gillen, Tom Hollander, Allen Leech, Mike Myers, Aaron McCusker.
Casa di produzione: 20th Century Fox, GK Films, Regency Enterprises
Distribuzione: 20th Century Fox,


I don’t want to die. I sometimes wish I’d never been born at all.

“Non voglio morire” potrebbe essere il desiderio di chi sa di essere stato colpito da una malattia terribile come l’aids. A volte vorrei non essere mai nato potrebbe essere il pensiero di chi si sente invisibile e discriminato, perché di origini straniere o gay. Si tratta di una frase così piena di enfasi che quasi non si fa caso al suo significato mentre la si ascolta o la si prova a cantare. Eppure a guardare Rami Malek, che presta il suo volto alla voce di Freddie Mercury nel fotogramma del mitico concerto del Live Aid del 13 luglio 1985, non si può non pensare al significato di ogni singola parola di quella frase. Già, perché è arrivato anche da noi il tanto atteso film sui Queen, che prende il nome proprio dal titolo del celebre singolo tratto dall’album A night at the Opera.

La pellicola uscita nel nostro Paese lo scorso 29 novembre è in vetta al box office e ha già raggiunto i 7 milioni di euro di incassi, come riporta Virgin Radio. Mentre si alternano le vicende di 15 anni di storia del gruppo, è difficile non emozionarsi. A sentire bene quella frase mette i brividi, come tutta la pellicola che, al netto delle critiche di chi ha trovato da ridire sulla ricostruzione non fedele di alcuni episodi, non lascia di certo indifferenti. Una vita vissuta fino alle estreme conseguenze, quella di Mercury, la paura di morire e la fama che sembra donare l’immortalità. D’altronde in Who wants to live forever, Mercury canta:

Chi vuole vivere per sempre?

Non c’è tempo per noi,

non c’è spazio per noi

e cos’è questa cosa che costruisce i nostri sogni

eppure scivola via? 

Però quella capacità che solo la musica ha di incastrare nella memoria i ricordi facendoli sembrare eterni sembra donare realmente l’immortalità a chi ha cantato la colonna sonora della nostra vita. E infatti nel film la musica è inevitabilmente la protagonista e accompagna le storie dei Queen e del suo frontman.

Freddie Mercury è alla disperata ricerca della sua vera identità, sembra sapere tutto quello che non vuole essere. Non riconosce come suo il nome Farrokh Bulsara, probabilmente non si sente integrato lui, nato a Zanzibar da genitori parsi. Non gli piace il suo lavoro come addetto ai bagagli all’Aeroporto di Heathrow e pur amando Mary Austin, ci metterà alcuni anni per capire davvero la propria sessualità. L’unica certezza che si fa strada è il desiderio sfrenato di salire sul palco e intrattenere il pubblico con i propri acuti, ma, per farlo, ha bisogno della chitarra di Brian May, della batteria di Roger Taylor e del basso di John Deacon. Dalle esibizioni per studenti alla prima demo il passo è breve.

Nel film la storia con Paul Prenter gli fa vedere il baratro, quella con Jim Hutton gli dona invece serenità, però la malattia lo sta già consumando.  Ma lui è un performer e vuole dare al pubblico ciò che quest’ultimo si aspetta, come recita in una scena.

Bohemian Rhapsody è un po’ la metafora della band, fa storcere il naso ai critici, è un rock contaminato, non canonico ma piaceva e piace ancora. Il film è malinconico ed entusiasmante, è un vortice di emozioni che fanno sentire vivi, alla fine infatti la musica serve soprattutto a questo, a trovare un modo per esprimersi e per essere se stessi, in breve a mantenersi vivi:

Mi è stato detto un milione di volte
Di tutti i problemi sulla mia strada
Ho provato a diventare un po’ più saggio
Migliore ogni giorno
Ma se attraversassi un milione di fiumi
E percorressi un milione di miglia
Sarei ancora nel punto da cui ero partito,

(…)

Mantieniti vivo mantieniti vivo.

Giusy Russo

 

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