Fumetti Nina che disagio

Published on Gennaio 24th, 2019 | by Giorgia Recchia

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Nina che disagio

Immaginate di essere imbranati, timidi a livelli patologici, quasi totalmente incapaci di interagire con sconosciuti, specie se dell’altro sesso. Immaginate ancora di essere insicuri delle vostre capacità, scettici sulle vostre virtù e assolutamente concentrati solo sui vostri lati negativi. E ora fate conto di incontrare una strana vecchina, sfogarvi con lei nel pieno di una botta di malumore, andarvene a dormire e svegliarvi con accanto a voi… un altro voi! Se siete riusciti a ipotizzare quanto sopra, allora avete perfettamente centrato la trama di Nina che disagio, il graphic novel scritto e disegnato dalla giovane artista Ilaria Palleschi ed edito dalla Bao Publishing.

 

La protagonista, che dà il nome all’opera, si trova, infatti, faccia a faccia con se stessa. Un’altra Nina assolutamente identica a lei in tutto e per tutto: stessa altezza, stesso taglio e colore di capelli, stessi occhi ma opposta in quanto a carattere. La seconda Nina è socievole, spigliata, l’anima della festa, veste in modo da mettere in risalto i propri punti di forza e in meno di 24h riesce letteralmente a stravolgere la vita della “vecchia” Nina. La ragazza, quindi, sarà costretta ad affrontare da sola e in prima persona le proprie paure per rimettere ordine nella sua vita.

Nina che disagio

Quello che da subito convince in Nina che disagio è il taglio ironico e divertente che l’autrice, da subito, dà alla storia. Il lettore prende in simpatia Nina, si immedesima nelle sue disavventure e, perchè no, nelle sue paure. Perchè, diciamolo pure, il disagio, in una maniera o in un’altra, fa un parte della vita di ciascuno di noi. Inoltre, man mano che la storia prende piede e che la faccenda si infittisce, la protagonista prende coraggio e comincia a rivolgersi al lettore in prima persona, rendendolo partecipe di tutti i suoi dubbi, le sue ansie, i suoi timori e riuscendo, se possibile, a coinvolgerlo ancora di più.

Nina che disagio

 

Il fatto che Nina sia, tra le altre cose, disegnatrice e illustratrice conferisce un piglio autobiografico al graphic novel. Il tema portante della storia è la paura. Non la paura di fallire, e nemmeno la paura di non essere accettati dal prossimo ma, fondamentalmente la paura in sé, quel sentimento che blocca, impedisce di ragionare e che, in quella stasi infinita, sovrasta fino a limitare le nostre azioni. La Palleschi, attraverso le pagine di Nina che disagio, in maniera divertente, originale ed efficace,  suggerisce di prendere di petto la paura, di combatterla continuamente, senza lasciarsi mai avvilire né sconfortare.

I disegni dell’artista di Latina sono molto “cartooneschi” e l’uso dei colori ne tradisce in primis l’abilità come illustratrice e in secondo luogo aiuta il lettore a creare una lieve distinzione tra la protagonista e il suo doppione. Mentre la prima Nina, più introversa, veste con colori più scuri e spenti, quasi per non attirare l’attenzione, la seconda, decisamente più sfacciata, non perde tempo a indossare abiti meno coprenti e più colorati.

Molte sono le citazioni di fumetti, film e cartoni che il lettore può cogliere sfogliando le pagine di questo piccolo, simpaticissimo capolavoro e che tradiscono la cultura di base della Palleschi.

Il graphic novel è assolutamente consigliato a chi ha voglia di ridere e sorridere, a chi vuole immedesimarsi un po’ nella divertente goffaggine di Nina, a chi ogni giorno della sua vita convive col disagio e non ha paura di dirlo.

Giorgia Recchia

 

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