Fumetti

Published on Febbraio 13th, 2019 | by Martina Caschera

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L’incanto del parcheggio multipiano

Quando qualcuno vi dice di non fare politica, non fidatevi. In realtà ve lo dice perché ha paura e nessuno con la coscienza pulita può avere paura di ascoltare un’opinione.

L'incanto del parcheggio multipiano

Quando qualcuno vi dice che la cultura o l’arte non dovrebbero occuparsi di politica, non tiene conto del fatto che, in particolare in un momento di crisi, la “cultura apolitica” si allontana dall’uomo e dalla vita, poiché qualsiasi cosa che insegua la bellezza deve fare i conti con i limiti e le potenzialità reali (storiche e pragmatiche) dell’umano.

Perché questo incipit in una recensione di un fumetto? Perché è necessario mettere alcune cose in chiaro, di questi tempi. E Marino Neri lo fa molto bene, con l’eleganza che contraddistingue i suoi racconti per immagini.

L’Incanto del parcheggio multipiano è uscito nel novembre 2018 per Oblomov Edizioni. La casa editrice con l’occhio lungo si è resa responsabile della pubblicazione di quest’ultima opera di un autore che è un fumettista e un illustratore sul cui sguardo si può contare. Ogni lavoro è infatti un’opera attenta, accurata, di osservazione della realtà e di sintesi, del tratto e del racconto.

Lo dico sempre, quando scrivo di Marino Neri, e mi ripeterò anche stavolta: la sintesi è un’arte. Lo sguardo che coglie il cuore è un dono, ma la mano che lo riproduce deve fare esperienza di lavoro e fatica.

L'incanto del parcheggio multipiano

Quest’autore ce l’ha fatta e non è un caso che anche le sue illustrazioni siano dotate della stessa qualità onirica dei racconti. Ne “L’incanto del parcheggio multipiano”, come in altre precedenti opere, si incontrano almeno due mondi, due strade che si intrecciano, coincidono, si allontanano, ci abbracciano.

La storia racconta di due individui: il primo, un ragazzino di colore, pelle ed ossa e cappellino con visiera, che ci muore davanti nelle prime pagine. Il secondo è Zolfo, un uomo italiano di mezz’età, disoccupato e con problemi di dipendenza dall’alcool. Due personaggi che hanno in comune il fatto di essere sul gradino più basso della scala sociale e di essere completamente soli.

Seguiamo le disavventure di Zolfo cercando di capire come e quando la sua storia si incrocerà con quella del ragazzino – ormai fantasma che vaga nel parcheggio multipiano dove l’hanno ammazzato.

Tanti piccoli simboli sono disseminati tra le tavole, come delle tracce o delle finestre che collegano un mondo all’altro. E poi ci sono gli animali, costante del lavoro di Neri, che diventano personaggi veri e propri, messaggeri e oracoli, chiavi di volta per passare ad un livello di narrazione più profondo.

L'incanto del parcheggio multipiano

Il tutto nei toni del nero – l’inchiostro matto che tutto divide-, del blu – del cielo, del corpo gelato-  e del bianco – della neve che tutto avvolge e nasconde.

A questo punto vi devo una spiegazione. Vi avevo parlato di politica, ma non è ancora molto chiaro perché. Allora vi dirò che Marino Neri racconta, con leggerezza, una favola che parla esattamente dell’Italia di oggi e ci dice delle cose importantissime. “L’incanto del parcheggio multipiano” ci aiuta a percorrere la strada verso la soluzione di quei conflitti – basati su grandi e irrimediabili disuguaglianze- che sfociano nella violenza più nera di cui siamo riempiti ogni giorno. E quello che ci dice non ce lo dice con le parole, perché nessuna parola “politica” viene pronunciata, ma quando chiuderete il libro sarà tutto così chiaro che vi cercherete in petto la ferita, la fessura dalla quale l’umanità è entrata per incontrare la vostra e riconoscersi.

Martina Caschera

 

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