Recensioni

Published on Febbraio 13th, 2019 | by Noemi Borghese

0

Russian Doll

Ideatore: Natasha Lyonne, Amy Poehler, Leslye Headland. 

Genere: Drama comedy

Durata: 24-30’ (a episodio)

Lingua originale: inglese

Stagioni: 1

Episodi: 8 puntate

Cast: Natasha Lyonne, Greta Lee, Yul Vazquez, Charlie Barnett, Elizabeth Ashley

Distribuzione: Netflix

Prima Tv: 1 Febbraio 2019

Gotta get up, gotta get out, gotta get home before the morning comes
What if I’m late, gotta big date, gotta get home before the sun comes up
Up and away, got a big day, sorry can’t stay, I gotta run, run, yeah
Gotta get home, pick up the phone, I gotta let the people know I’m gonna be late

Vi assicuro che per giorni questa strofa non vi uscirà più dalla testa, una volta che avrete visto Russian Doll, la nuovissima miniserie Netflix. Se siete frequentatori abituali della piattaforma non vi sarà sfuggito il titolo, in caratteri cubitali rosso sangue, che richiamano i riccioli spettinati e lo sguardo rassegnato di Natasha Lyonne, che ci guarda dritto in faccia.

In realtà Nadia Vulvokov sta guardando nello specchio, ma noi non lo sappiamo prima che passi una manciata di minuti dall’inizio del pilot. Poi, una volta che succede, lo vediamo succedere tante altre volte, sempre la stessa scena, lo stesso jingle, e di volta in volta lo sguardo da sgomento diventa terrorizzato, rassegnato, preoccupato, eccitato.

È molto difficile parlare di Russian Doll senza fare troppi spoiler, ma, come sempre succede, il meglio di una serie è impossibile da spoilerare.

Russian Doll

It’s my bad attitude that keeps me going

La serie parte dalla sera del trentaseiesimo compleanno di Nadia, quando una serie di circostanze portano la protagonista a morire, senza però morire sul serio: Nadia si ritrova un istante dopo a guardarsi in quello specchio, e continua a succedere sempre la stessa cosa: morte diversa, stesso punto di ritorno.

Ma chi è Nadia? La curiosità ci viene molto prima che arrivi la mietitrice la prima volta. La donna è ironica e autoironica, strafottente e irriverente, indipendente e sola: ovaie, cazzimma e una discreta conoscenza delle droghe in commercio costruiscono il personaggio perfetto per una fiction nel 2019.

I suoi incontri con le amicizie sembrano da subito riaprire cassetti ingombri di precedenti, anche le amicizie superficiali sono caratterizzate da una spontaneità che agli occhi di tutto il mondo è il tratto caratteristico per eccellenza del newyorkese nevrotico, egotico, il né cattivo né buono che sembra senza speranze ma che forse otterrà il lieto fine.

Russian Doll

The universe is trying to fuck with me. And I refuse to engage.

Una chicca della trama, molto meno marginale di quanto non si dichiari, frecciatina feroce a Black Mirror – quante vane speranze riponevamo nel tuo episodio interattivo? – è il riferimento al funzionamento dei videogiochi, ai fallimenti del giocatore che si ritrova a tornare al punto di partenza, o in un punto specifico del gioco prima di morire, prima di sbagliare.

Lo spaziotempo è relativo da quando ce l’ha detto Einstein, e da allora abbiamo inventato centinaia di mondi in cui con il tempo ci facciamo un po’ quel che ci pare: i videogiochi, ad esempio.

Mentre Nadia cerca di capire cosa le sta succedendo, incontra una persona e scopre che le loro vicende sono profondamente intrecciate. Alan è un ragazzo buono, gentile e porta un dolore con sé, una recente delusione amorosa, e costringe Nadia a vomitare fuori quello che non va anche in lei.

Quanto è recente un dolore? Ha importanza? Le loro due vite sono molto diverse, ma le loro ricerche proseguono, inizialmente sullo stesso binario, poi i binari diventano paralleli.

Russian Doll

Holding two incompatible ideas in your head at the same time and accepting both of them—that’s the best of being human. Yes, no, good, bad, life, death.

La sera in cui muore la prima volta, Nadia cerca il suo gatto: è sola e ha un grande rimpianto con cui fare i conti, e uscire dal quel loop di autosabotaggio stra-simpatico che ce la fa piacere dal primo istante – diciamocelo: l’autolesionismo è super cool, ma di solito è cool morire a 27 anni depressi drogati e creativi, non troppo oltre –.

La serie sembra dire: la solitudine ci proietta in una tempolinea tutta nostra, e soltanto quando quella ricerca di gioventù eterna diventa un loop di dinamiche, persone, cose e ambienti rassicuranti, sentiamo il bisogno di spezzare il ritmo e fare un passo fuori dalla bolla.

Nadia e Alan sono Achille e la tartaruga: si direbbe che i due protagonisti partano dallo stesso punto, ma non è così;
si direbbe che riescano a incontrarsi, ma per esser certi che sia così, dovranno vincere le contraddizioni delle decine di tempolinee nate dai numerosi decessi, risalire il flusso come salmoni, scontrarsi con la linearità del tempo e della responsabilità che ci vuole quando le cose seguono una strada che ha un unico senso di marcia.

Perché guardare Russian Doll?

Per Natasha, perché mi manca il carcere di Litchfield, perché una serie dark da otto mini episodi è possibile, perché vorrei imparare la sublime arte della sindrome da crocerossina, perché la morte è una trappola del tempo ed è relativa anche quella.

Perché non guardare Russian Doll?

 Perché non ero brav* in filosofia, perché non sarà mai al livello di Black Mirror, perché le donne non dovrebbero essere così sgraziate, perché ho già i loop miei a cui pensare, perché ain’t no boobs in hell.

Noemi Borghese

Facebook
Facebook
Google+
Google+
https://www.bandadicefali.it/2019/02/13/russian-doll/
Instagram
Twitter
Visit Us
LinkedIn
RSS
Follow by Email
Russian Doll Noemi Borghese

Summary:

5

Voto:


Tags: , , , , , ,


About the Author

Ho sbagliato tutto, fatemi scendere, voglio fare la ballerina!



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑
  • Iscriviti alla nostra Newsletter

    Privacy Policy
  • Seguici su facebook!

  • #unabandadicefali su instagram

    • Prima di iniziare Genesi 3.0, l’ultimo romanzo di Angelo Calvisi pubblicato da Neo Edizioni, è giusto sapere che può succedere di imbattersi nella morte immotivata di innocenti, in scene di sesso con animali, di guerra, distruzione, amputazioni, onanismo, ferocia religiosa. Ma ormai siamo lettori adulti e vaccinati...#unabandadicefali #leggeresempre #bellochilegge #librisulibri #editoriaindipendente #neoedizioni #libribelli #consiglidilettura #instabook #instalibri #amoridicarta #leggere #libri
    • Metti uno #streetcefalo a #ginevra #unabandadicefali #instatravel #igerssvizzera
  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • BBB (Book Bloggers Blabberling)

    BBB (Book Bloggers Blabberling)
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Cookie policy