Playlist #3: “Omae wa mou shindeiru”
Un uomo con una poderosa muscolatura e sette cicatrici circolari sul petto, disposte nella geometria della costellazione dell’Orsa Maggiore, sferra a una velocità micidiale un’incalcolabile quantità di pugni contro il capo di un gruppo di banditi.
Il bestione cade rovinosamente al suolo, poi si rialza: “I tuoi pugni sono come mosche”, dice arrogantemente; “Tu sei già morto”, gli risponde l’uomo impassibile. Un secondo dopo, il corpo del teppista meschino si contorce e si deforma, per poi esplodere in fiotti di sangue e budella.
Quella particolare battuta di Kenshiro (in originale giapponese: Omae mou shindeiru), oltre a essere una delle più memorabili della serie, è diventata con il tempo uno sfiziosissimo meme e questa è una delle due ragioni per cui ho deciso di sceglierla come titolo di una playlist dedicata alla musica contemporanea giapponese.
L’altra ragione prende ispirazione da una riflessione personale sul rapporto tra il Giappone e la sua idea di futuro. Kenshiro si trova in un mondo devastato dall’olocausto nucleare e dai cataclismi, la classica ambientazione post-apocalittica; e sempre nell’ambito della distopia, in declinazione cyberpunk, si colloca quel capolavoro di Akira, i cui protagonisti si muovono in una neo-Tokyo sorta dalle ceneri di una devastante esplosione atomica.
Hiroshima e Nagasaki hanno profondamente segnato il suo immaginario ma il Giappone è stato comunque in grado – e lo è tuttora – di rappresentare (e anticipare) l’avvenire con molteplici toni e linguaggi differenti, tra cui la musica. Lo fa proiettandosi verso il futuro ma restando contemporaneamente legato al passato, contaminandosi con estetiche e poetiche altre ma preservando allo stesso tempo la propria identità.
Questa playlist contiene esclusivamente brani scritti ed eseguiti da artisti giapponesi, tranne uno*. All’interno troverete suoni che oscillano tra classico e moderno, in cui si possono ritrovare visioni del futuro o di un presente diverso da quello che conosciamo.
Mimmo Vestito
*La traccia finale è una cover del cantautore canadese Mac DeMarco di Honey Moon, il cui autore è Haruomi Hosono




