Yawning Man – Macedonian Lines
Dalla sua nascita, il genere stoner è associato al deserto. Un legame inscindibile a tal punto che una costola del genere è proprio il desert rock. Gli Yawning man sono la band che più di ogni altra ha saputo unire il suo sound con la polvere e il caldo torrido del deserto californiano.
Nel corso della loro carriera, il sound desertico si è però trasformato e ai sabbiosi brani dei primi album si sono unite morbidezze post-rock. Macedonian Lines è il secondo disco uscito per l’etichetta italiana Heavy Psych Sounds, pubblicato soltanto un anno dopo il meraviglioso The Revolt Against Tired Noises.
Il breve lasso di tempo che intercorre tra i due dischi lascerebbe intendere una somiglianza in termini di composizione o sonorità, niente di più sbagliato. The Revolt era un disco innovativo ed energico, in cui gli Yawning Man avevano anche osato inserire parti cantate. Macedonian Lines è un disco morbido e psichedelico, che punta avanti ma ricerca anche le sue origini desertiche, torna il fuzz ma con più maturità.
La struttura dei pezzi è ordinata ma ipnotica, ripetitiva e delicata, mai noiosa. Queste caratteristiche rendono Macedonian Lines adatto a tutti, anche ai neofiti. Questo disco è composto da sei tracce: preparatevi a un viaggio breve, lento e mozzafiato.
È il grave pianoforte di Virtual Funeral che ci porta di prepotenza nel Mojave, la chitarra ridondante e acuta dondola per tutta la canzone fino a quando non si sdoppia sul finale con un phaser che ci porta indietro di trent’anni.
La titletrack, Macedonian Lines, ha un andamento incalzante che aumenta un po’ l’andatura, il basso e la chitarra giocano e si intrecciano sensuali. Il ritornello apre con degli accordi di basso poderosi, i Mogwai sarebbero molto fieri.
Melancholy Sadie vede protagoniste le chitarre con loop sempre appoggiati ad accordi di basso potenti ma mai invadenti. Con Bowie’s last breath e I’m Not A Real Indian (But I Play One On Tv) torna protagonista l’amico fuzz ma gli Yawning Man riescono, con la loro bravura, a non stravolgere la natura del disco.
La stupenda I make wierd choices (sic), un concentrato di desert e post rock fusi alla perfezione, chiude il disco nel modo più elegante e meraviglioso possibile, una delicata intro di basso flautato finisce col diventare un’impennata di chitarre che ci spingono in un cielo colmo di stelle.
Macedonian Lines è un disco da ascoltare a ripetizione se volete rilassarvi e abbandonare la realtà urbana. Bastano pochi minuti e vi ritroverete catapultati in una dimensione eterea, ovattata e calda. Gli Yawning Man confermano il loro stato di grazia inanellando due dischi strepitosi e completamente diversi in appena due anni.
Tracklist:
- Virtual Funeral
- Macedonian Lines
- Melancholy Sadie
- Bowie’s Last Breath
- I’m Not A Real Indian (But I Play One On Tv)
- I make Wierd choices
Francesco Papadia



