Saga – In una galassia vicina vicina
Saga è un titolo fin troppo generico per una delle serie a fumetti più originali e intriganti di sempre.
Il punto di partenza della serie, creata nel 2012 da Brian K. Vaughan (Y: l’ultimo uomo, Paper Girls), disegnata da Fiona Staples e pubblicata in Italia da Bao Publishing, è piuttosto semplice, quasi banale: lui ama lei e lei ama lui, ma la loro unione non è vista di buon occhio.
Qualcuno ha detto “Romeo e Giulietta”?
Sì, siamo da quelle parti, senza dubbio. Ora però immaginate che Romeo si chiami Marko e abbia le corna, che Giulietta si chiami Alana e abbia le ali e che le loro “famiglie” siano due etnie in guerra da così tanto tempo da aver subappaltato la loro guerra anche ai pianeti vicini (e non), trasformando il loro universo in un immenso campo di battaglia. Come se non bastasse, immaginate che i due, invece di suicidarsi per amore come i loro predecessori shakespeariani, si mettano contro tutto e tutti e diano alla luce Hazel, la prima bambina meticcia mai esistita (non è spoiler: è letteralmente la prima pagina).

Ecco, adesso avete un’immagine più chiara di cosa sia Saga: una space opera dirompente, costellata di personaggi secondari forti quanto i protagonisti, di creature fantastiche e di una buona dose di irriverenza. In questo senso Vaughan e Staples si sono divertiti a piazzare qua e là scene a tutta pagina con effetto “OH MY GOD”, spesso all’inizio e alla fine dei vari capitoli, così che ognuno inizia e finisce con un piccolo botto.
Ad incatenarci ulteriormente alle pagine contribuisce in larga misura anche il fatto che la storia è narrata al passato dalla stessa Hazel, la quale spesso e volentieri si concede dei calcolati spoiler che causano aumenti immediati di suspense e di voglia di avere subito il volume successivo.

Qualcun altro ha detto “Star Wars”?
Beh… stavolta dirò di nì. Perché se da un lato è vero che si tratta di una saga spaziale con mondi in guerra, dall’altro bisogna dire che a differenza della galassia lontana lontana della più nota saga lucasiana, l’universo di questa Saga, a guardarlo bene, non è poi così lontano dal nostro.
Mettendo infatti da parte l’intricata (e intrigante) trama principale e la grande maschera dell’universo “alieno”, scopriamo che Saga affronta continuamente temi molto cari al nostro piccolo pianeta azzurro. Razzismo, intolleranza, sesso, omosessualità, droga, indottrinamento televisivo: la lista è lunga, scegliete voi.
Qualche altro paragone? No?
Beh, certo. Mettendo insieme tutti gli elementi che vi ho descritto, capite bene perché vi dicevo che Saga è uno dei fumetti più originali degli ultimi anni.
Ora gli autori si sono presi una pausa di un anno per ricaricare le batterie e Bao Publishing ha da poco pubblicato l’ultimo volume di questo ciclo e il primo della raccolta omnibus.
Se non è questo il momento giusto per cominciare a leggere Saga...

Andrea Ravasio
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