Gli Aghi di Ornella Esposito non servono per pungere, ma per ricucire
«[…] il freddo dell’inverno si trasforma in ricordo e il sole scioglie il sangue nelle vene indolenzite e pazienti.»
Aghi di Ornella Esposito è una raccolta di dieci racconti che hanno come comune denominatore due chiavi: la prima, i personaggi; la seconda, la rivalsa.
I personaggi dei racconti sono gli ultimi e Ornella Esposito sembra conoscere bene i pesi e le dinamiche di questo mondo spesso di invisibili o comunque non alla ribalta: un mondo dove la vita è sopravvivenza, il domani è troppo lontano e il massimo di futuro a cui si riesce a pensare viene calcolato in ore, minuti.
Ma – e questa è la seconda chiave – in un modo o nell’altro, in queste storie c’è sempre una rivalsa, una forma di rivincita che in qualche maniera restituisce il torto subito, il male sofferto.
«Gli aghi che vedi non servono per pungere, ma per ricucire.»
Il grande talento di Ornella Esposito è quello del ribaltamento narrativo: alla fine di ciascun racconto si è costretti a rivedere ogni personaggio perché ogni personaggio, attraverso le sue azioni, ricostruisce anche sé stesso. Questa modalità del ribaltamento ci fa pensare a quanto spesso i pregiudizi, sempre facili a venire e difficile da cambiare, siano la lente sbagliata con cui guardare il mondo e l’umanità che ci circonda. Il nostro sguardo è sempre distorto, come se avessimo un occhio strabico. La cura consiste nell’occlusione dell’occhio sano per obbligare quello strabico a lavorare e a recuperare la sua acuità visiva: questi racconti sono la cura per il nostro occhio strabico, perché ci obbligano a sospendere ogni giudizio e a rimandarlo alla fine, se proprio necessario, di ogni storia.
Tutti siamo bravi a simulare i nostri sentimenti, ma se ognuno passasse al setaccio della scrittura di Ornella Esposito, di noi resterebbe soltanto l’ipocrisia nuda e pelosa. E allora questi dieci racconti provano a mettere a fuoco una visione precisa di mondo, anzi provano a dare una forma essenziale, reale e veritiera a una umanità raccontandola per quello che è e per quello che fa e dicendo chiaro e forte di stare alla larga dall’inganno delle apparenze: personaggi diversi – di mondi diversi – si affollano nella raccolta, accomunati tutti dal bisogno di farsi vedere e raccontare per quello che sono e per quello che fanno. E sta qui la bellezza di questo libro, perché restituisce una visione di mondo reale pur rimanendo letteratura.
Raffaele Mozzillo
Posizione:
Su un treno veloce, seduto a un posto contrario al senso di marcia.




