Tiger King, l’assurda storia vera di Joe Exotic
| Regia: Rebecca Chaiklin, Eric Goode
Genere: docu-drama, giallo Lingua originale: inglese, tedesco, ebraico Stagioni: 1 Episodi: 8 Cast: Joe Exotic, Carole Baskin, Bhagavan Antle, Howard Baskin, John Finlay, Rick Kirkham Produzione: Netflix Prima Tv: 20 marzo 2020 |
Tiger King: murder, mayhem and madness, la mini docu-serie approdata su Netflix e campione di incassi, suscita in tutti i telespettatori la sensazione che si tratti di una storia troppo assurda per essere vera. E invece il racconto delle vicende di Joe Exotic, sedicente allevatore e commerciante di grandi felini attualmente in carcere, è reale pur apparendo surreale: un uomo con i capelli ossigenati, la passione per le armi e diciassette capi d’accusa.
La docu-serie in 8 episodi, realizzata seguendo il protagonista per oltre cinque anni, racconta il mondo dell’allevamento di grandi felini in America (si stima che oltre la metà dei grandi felini nel presenti nel Continente sia in mano a privati, mentre solo la minoranza è in libertà), ma in poche puntate diventa molto altro agli occhi del telespettatore. Questa deformazione non è demerito dei creatori Rebecca Chaiklin e Eric Goode, che invece hanno confezionato un prodotto multimediale che riesce a raccontare con lucidità e cognizione di causa le vicende dei personaggi. La percezione di Tiger King come di un grottesco reality show sta nella grandezza (telefilmica) del suo protagonista e di un parterre di personaggi davvero niente male.
Iniziamo da Joe Exotic, all’anagrafe Joseph Allen Maldonado-Passage, una breve carriera in polizia e poi la “passione” per i grandi felini che diventa lavoro. A Wynnewood, in Oklahoma, Joe Exotic fonda il Greater Wynnewood exotic animal park, uno zoo in cui sono presenti oltre duecento specie tra leoni, tigri, puma, giaguari e altri animali dello stesso calibro. Insieme a lui, a occuparsi dello zoo, una schiera di poveri cristi che lavorano come dipendenti di Exotic: una collaboratrice che ha perso un braccio a causa del morso di un felino, un veterano senza gambe, un altro con i denti rovinati dalle metanfetamine. Appassionato di armi, gay dichiarato, Joe Exotic si è accompagnato nel tempo a diversi mariti, accomunati dalla giovane età e dalla passione per le droghe. Un mitomane in piena regola: dal canale televisivo dedicato alle sue dirette alla realizzazione di un vero e proprio reality show, fino alla corsa per le ultime Presidenziali nel 2016 e per guadagnare la carica di Governatore dell’Oklahoma nel 2018.
Nemesi storica di Joe Exotic è Carole Baskin, una donna che ha dichiarato guerra allo zoo di Wynnewood e che gestisce un santuario per grandi felini salvati da allevatori irresponsabili, zoo e circhi, chiamato Big Cat Rescue. La stessa Carole Baskin, però, è un personaggio tutt’altro che bidimensionale, e nel corso della docuserie rivela tutte le sue ambiguità e contraddizioni.
La storia recente di Joe Exotic è legata a doppio filo alle vicende che hanno coinvolto Carole Baskin: attualmente, Exotic è in un carcere federale per 17 capi d’accusa a suo carico. Quello scatenante (gli altri riguardavano lo sfruttamento dei grandi felini, soprattutto da cuccioli) è l’essere stato il mandante del tentato omicidio di Baskin. Stando alla docuserie, però, la realtà sembra essere molto meno semplicistica di quanto appare.
Negli Stati Uniti, dove Joe Exotic è un personaggio relativamente conosciuto, sono state mosse diverse critiche a Tiger King, ma più roboante è stato il successo del prodotto mediale di Netflix per i telespettatori: per la prima volta nella storia di Netflix la docuserie si è piazzata al primo posto nella top 10 delle visioni sulla piattaforma per sedici giorni. Sulla base di questo successo, si pensa anche a una vera e propria serie TV tratta dalla storia di Joe Exotic, che potrebbe essere interpretato da Nicholas Cage, e a uno spin-off cinematografico su Carole Baskin.
Le critiche al progetto sono legate sia a come è stato reso proprio il personaggio di Carole, che alla probabilità che la docuserie possa riabilitare il personaggio di Joe Exotic, a cui peraltro il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe concedere la grazia. La popolarità assurta dai coprotagonisti della storia, dall’ex marito che si è rifatto i denti alla collaboratrice senza un braccio, è un altro punto interessante della serie: proprio a questi personaggi è dedicato il contenuto extra disponibile su Netflix, un’intervista a più voci per raccontare come è cambiata la loro vita dopo il successo di Tiger King.
Ma il senso più profondo del documentario, per chi scrive, va ricercato proprio nell’indagine sullo sfruttamento dei felini: Joe Exotic non è probabilmente il peggior allevatore degli Stati Uniti, e infatti nel corso degli otto episodi il telespettatore ha modo di farsi un’idea ben più chiara delle dinamiche sull’allevamento dei grandi felini in America, “monetizzabili” solo finché sono cuccioli, dopodiché praticamente da buttare. Ed è questo che dovrebbe restare bene in mente dopo aver visto Tiger King.
Simona Di Rosa




