Recensioni Dispatches from Elsewhere.

Published on Settembre 23rd, 2020 | by Andrea Ravasio

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Dispatches from Elsewhere – tratto da una storia… vera?

 

Titolo: Dispatches from Elsewhere

Ideatore: Jason Segel

Genere: dramma antologico

Lingua originale: inglese

Stagioni: 1

Episodi: 10

Cast: Jason Segel, Andre Benjamin, Eve Lindley, Richard E. Grant, Sally Field

Produzione: Amazon prime

Prima Tv: 1 Marzo 2020

In un’epoca in cui le etichette la fanno da padrone in quasi tutti gli aspetti della nostra esistenza, è curioso che sia proprio Amazon, l’imperatore delle categorie commerciali, a sfornare, tramite la sua piattaforma Prime Video, serie TV a cui l’etichettatura tradizionale va abbastanza stretta.
Fra le ultime in ordine di tempo vi voglio parlare di Dispatches from Elsewhere.
O meglio, vorrei parlarvene, ma non è così semplice.

Dispatches from Elsewhere è una serie mutaforma. Fantascienza? Mistero? Psicologia? Difficile dire quale sia il suo argomento principale, perché questo continua a cambiare e fino alla fine si rimane col dubbio di cosa succeda esattamente (anzi, io l’ho finita e qualche dubbio ce l’ho ancora).
Diciamo allora che il nucleo principale è il mistero: il Jejune Institute recluta decine di persone e le spedisce in una caccia al tesoro per le vie di San Francisco, alla ricerca della “divina nonchalance”, incarnata in una ragazza di nome Clara. Tra i partecipanti c’è la squadra dei nostri quattro protagonisti, tutte figure abbastanza al limite che incarnano di volta in volta le nostre possibili reazioni di fronte agli eventi. Anzi, è proprio il direttore del Jejune, in veste di narratore, a farci identificare via via in Peter, Simone, Janet e Fredwyn.

Dispatches from Elsewhere.

Fin dalle prime battute, però, le cose si fanno più fumose, oniriche e oblique rispetto all’etichetta “caccia al tesoro” e se provassi a raccontarvi di queste deviazioni cadrei sicuramente nello spoiler o perlomeno rovinerei quello che sicuramente è l’aspetto più intrigante (e confusionario) della serie, ovvero la sua variabilità.
Il come e il perché sono incerti; il dove, seppure preciso (siamo a San Francisco), ha un che di fiabesco e come àncora non è un granché. Ma anche il quando non ci aiuta: siamo chiaramente ai giorni nostri, eppure c’è un’aria di America anni ’50 che pervade l’intera serie, a partire dalla sigla e dal titolo stesso (quel “dispacci”, così retrò), contribuendo a confondere ulteriormente le acque.
Ciliegina sulla torta, se fate attenzione durante i titoli di testa scoprirete che la serie si ispira al film-documentario The Institute… che racconta la storia del “vero” (se si può dire così) Jejune Institute!

Insomma, camminando in equilibrio tra realtà e sogno, Dispatches from Elsewhere è una di quelle serie che ti acchiappano e non ti mollano finché non capisci cosa diavolo stia succedendo. Certo, se amate le spiegazioni chiare, livello “Poirot nella sala con tutti i personaggi”, lasciate perdere: non fa per voi!
Se invece vi accontentate di non capire proprio tutto tutto, ma di godervi una storia atipica, intrigante, misteriosa e zeppa di messaggi positivi, datele una possibilità.

Andrea Ravasio

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Dispatches from Elsewhere – tratto da una storia… vera? Andrea Ravasio

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