Fumetti

Published on Gennaio 7th, 2021 | by Carla De Felice

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Carle vs. Alberto Schiavone e Maurizio Lacavalla

Le Carle al quadrato sono ritornate per il primo appuntamento dell’anno con l’intervista doppia ad autori ed autrici del mondo del fumetto. Cominciamo il nuovo anno presentandovi Alberto Schiavone e Maurizio Lacavalla, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore di Alfabeto Simenon, un appassionante viaggio a fumetti nel mondo del padre del commissario Maigret pubblicato da Edizioni BD. Si tratta di una biografia sui generis, originale e ben riuscita, che con l’espediente delle 26 lettere dell’alfabeto mostra tutta una carrellata di frammenti dedicati a un momento o un periodo della vita di George Simenon, a un suo libro, personaggio, luogo, suggestione frutto del vasto immaginario narrativo creato da Simenon nel corso della sua prolifica carriera letteraria. Con enorme piacere sono felice di farvi leggere qui l’intervista ad Alberto Schiavone, mentre per leggere le risposte di Maurizio Lacavalla dovete fare un tuffo nel blog della mia omonima! Buona lettura!

Alfabeto Simenon

Ciao ragazzi e grazie mille per esservi prestati a questa doppia intervista. Sappiamo che questo fumetto è il primo che avete scritto e disegnato insieme, quindi vi chiediamo com’è nata la vostra collaborazione e com’è stato lavorare insieme per la prima volta?

La scelta di coinvolgere Maurizio nel progetto è arrivata dopo aver visionato i suoi lavori precedenti. Tra gli artisti che Edizioni BD mi ha proposto ho avuto subito certezza che il suo segno, il suo bianco e nero, fosse l’ideale per Alfabeto Simenon. Ci siamo visti una prima volta a Bologna, per una tre giorni di brain storming, o full immersion, o sbronza. Decidi tu quale di queste tre direzioni prediligere. Ma a parte gli scherzi quella tre giorni è servita per trasmettere a Maurizio la mia idea di libro, idea che lui ha fatto sua e in cui ci si è gettato certamente da autore alla pari di me, con interventi e correzioni reciproche sulla regia, sui testi, sulla grafica. Sono molto contento di aver lavorato con Maurizio.

La vita di George Simenon è stata avvincente come un romanzo di finzione e forse una biografia a fumetti tradizionale non avrebbe reso giustizia alla complessità di questo personaggio. Com’è nata l’idea di raccontare Simeon attraverso un alfabeto in cui si mescolano episodi e personaggi della sua vita e dei suoi scritti?

Simenon è stato il primo e migliore trascrittore della propria biografia. La versione ufficiale è quella raccontata da lui, ed è molto difficile portare in luce qualcosa di più interessante o addirittura novità vere e proprie. Sentivamo allora l’esigenza di spostare il punto di vista, allontanarci da una biografia lineare classica, e dare al lettore alcune suggestioni attraverso temi, nomi, romanzi. Credo fosse l’unica maniera per dare al lettore simenoniano un oggetto prezioso.

L’idea di una voce per ogni lettera restituisce in qualche modo la complessità del personaggio Simeon e offre un ritratto completo anche a chi lo conosce poco. Come sono nate le varie lettere? È stato difficile trovare una voce per ciascuna?

Alcuni nomi e alcuni temi volevo che assolutamente entrassero dentro il libro. Penso alla madre, oppure Maigret, o gli pseudonimi scelti a inizio carriera, o Josephine Baker. Oppure suggerire alcuni romanzi che ho amato particolarmente. E insieme affrontare questioni come l’immaginazioni, o il rapporto di Simenon con il mondo letterario, nel capitolo Gide. Insomma c’era tantissimo materiale da gestire e delle scelte autoriali sono state necessarie. Altresì le ventisei lettere sono pronte per la traduzione in inglese e francese, e anche questa variabile ha influito sulla scelta definitiva.

Di tutte le 26 lettere dell’alfabeto Simeon, qual è quella a cui ti senti più legato?

Immaginazione è certamente il capitolo in cui ho riversato maggiormente il mio mestiere di autore. Forse come mi ha detto Nadia Terranova, ho scritto la mia biografia utilizzando quella di un altro scrittore.

Sicuramente Simenon ha rappresentato molto nella tua vita, tanto da dedicare a lui una tua opera, ma quando è stato il tuo primo incontro con George Simenon?

Non lo ricordo, davvero. Vivo e lavoro con e per i libri da più di venti anni. Ho fatto il libraio, il magazziniere, ho tradotto, ho curato edizioni, scritto cinque romanzi e due graphic novel. I contorni della mia vita si sfumano e le mie letture a volte non ricordo più se siano state fatte davvero oppure mi siano arrivate nel sogno. Più prosaicamente: ho una pessima memoria. Simenon è sicuramente però nel mio scaffale dei santi letterari.

Alfabeto Simenon

Come è avvenuta la preparazione a questo fumetto? Sicuramente hai attinto alla produzione di Simenon, ma quali opere hai consultato maggiormente sia di Simenon che di altri autori che ti hanno aiutato a focalizzare il suo personaggio?

L’idea del progetto parte da lontano, quasi due anni fa. Edizioni BD, per cui avevo scritto una biografia di John Belushi, mi chiede se ho altre idee, che sarebbero contenti di un’altra mia biografia. Ci penso, scanso ogni anniversario o nome scontato. Spunta dalla nebbia Simenon, proprio come a lui è spuntato Maigret in un porto. Prendo questa suggestione e la maneggio un po’ in solitaria, come faccio sempre quando ho una idea che mi pare buona. La tengo lì, aspettando di capire se svanisce o splende. Il risultato è il libro che hai letto. Il lavoro preparatorio è stato molto faticoso, lo ammetto. Nel primo lockdown ho letto e riletto circa quaranta romanzi di Simenon, ho scandagliato biografie e materiale sparso qui e là. Ne è venuto fuori un tributo, ma anche un monumento. Sicuramente la biografia che mi ha aiutato di più è stata quella di Pierre Assouline.

Dopo questa prima volta, con uno spettacolare risultato, preparerete altre avventure insieme?

Maurizio è un artista con una voce e una poetica, credo sia giusto rispettare la sua indipendenza. Io scrivo soprattutto romanzi, adesso sto lavorando con calma ad uno nuovo. Ambedue quindi credo avremo bisogno di un’altra suggestione altrettanto forte per farci tornare alla stessa scrivania. Sicuramente è un’esperienza che rifarei, ma appunto vediamo il tempo e le nostre professionalità dove e come ci trasportano.

 

 

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L'unico vero realista è il visionario.



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