Film Mad God

Published on Novembre 14th, 2022 | by Francesco Papadia

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Mad God – Un incubo lungo trent’anni

Titolo: Mad God
Anno: 2021 – 2022
Regia/Sceneggiatura/Fotografia: Phil Tippett
Musiche: Dan Wool
Genere: horror, grottesco, animazione stop-motion/tecnica mista
Durata: 83 minuti
Distribuzione: Shudder

Salve sono Phil Tippett, forse vi ricorderete di me per aver curato gli effetti speciali di piccoli film come Guerre Stellari, Robocop e Jurassic Park. Ebbene, durante tutto il periodo di attività, che va da Guerre Stellari alla saga di Twilight, nel tempo libero, Phil Tippett creava Mad God. Nel suo laboratorio, per trent’anni, Tippet ha costruito ogni singolo modellino, ogni scenario, ha curato le luci, gli ambienti e ovviamente la regia.

Se Tippett è considerato, a ragione, una divinità nel campo degli effetti speciali,  il suo Mad God è una ricerca sulla fenomenologia della divinità. Un viaggio allucinante in un mondo da incubo fatto di creature mostruose, meccanismi infernali, architetture angoscianti. In questo panorama si aggira una figura solitaria e silenziosa, con una valigetta in mano.

Non posso raccontare altro della trama semplicemente perché una vera e propria trama non c’è. Lo spettatore sarà continuamente invitato a decifrare, interpretare, capire quello che sta guardando, un’impresa tutt’altro che facile. Il riferimento biblico della Torre di Babele, simbolo assoluto di superbia, sconfitta, incomprensibilità, dà l’incipit al viaggio lungo i sessanta minuti che costruiscono il film.

Mad God

 

La discesa del protagonista, semplicemente chiamato L’Assassino, affronta temi universali, conditi di sano nichilismo che nel ventunesimo secolo sembra essere l’unica filosofia applicabile. Sfruttamento nella società post-industriale, avidità, violenza animale, umana e disumana, fino a sconfinare in una riflessione sulla morte, la rinascita dell’anima, la creazione e la distruzione.

Mad God è un film fondamentalmente muto. Sentiremo solo i versi mostruosi delle creature che abitano questo mondo, mentre le uniche parole intelligibili, curiosamente, sono un estratto del Satyricon di Fellini.

Mad God

La colonna sonora è quindi protagonista, magnificamente puntuale nell’accompagnare il girato. La musica è chirurgicamente intrecciata allo spettacolare montaggio sonoro, crea un tessuto che esalta le scene e immerge lo spettatore nell’orrore e nell’angoscia. Spicca la scelta di strumenti a corda, per generare atmosfere da carillon apocalittico, ma soprattutto di un battere di lancette martellante che vi accompagnerà per quasi tutta la seconda metà del film.

Tecnicamente siamo davanti a un vero e proprio capolavoro di arte in stop-motion. La telecamera si tiene quasi sempre in primo o primissimo piano, l’inquadratura ci schiaccia all’interno delle claustrofobiche stanze che L’Assassino attraversa. Questa scelta registica permette a Tippett di creare transizioni e movimenti di macchina rocamboleschi passando dal primissimo piano al campo lungo e mostrando come sempre scenari da incubo, sarà sempre importante osservare ciò che accade sullo sfondo.

Mad God

Tippett ha usato Mad God come valvola di sfogo artistica durante gli anni in cui confezionava effetti speciali per Hollywood. Il risultato è un collage di frustrazione, odio, ossessione che prende vita davanti alla telecamera strato dopo strato. Non è sicuramente un film per tutti o facile da guardare ma se amate la stop-motion e volete vedere quanto questa tecnica si possa spingere oltre, Mad God è il film che fa per voi.

Francesco Papadia

 

 

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