Libri ombra mai più

Published on Settembre 12th, 2023 | by Roberta Rega

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Ombra mai più, il bisogno di essere scandalosi

ombra mai più

Stefano Redaelli, Ombra mai più, Edizioni NEO.

Se è difficile entrare in manicomio, ancora più difficile è uscirne: affrontare il dopo, il futuro, l’occhio dell’altro. Contestualizzare la guarigione in un tessuto sociale fatto di grandi indifferenze così come di sorprendenti empatie. Dopo Beati gli inquieti, Stefano Redaelli in Ombra mai più racconta il sequel della vita di Angelantonio quando lascia finalmente la Casa delle farfalle, una struttura dedicata alla cura dei malati psichiatrici. Entrambi i titoli sono stati pubblicati da Neo edizioni, nella collana Iena dedicata alla narrativa italiana. Se nel primo romanzo Redaelli aveva cercato una descrizione e una problematizzazione della materia psichiatrica – per lo più ignorata, delegata alle famiglie, svuotata da ogni legame con la società che l’ha generata– con Ombra mai più quella stessa vicenda esce dalle pareti protette della casa di cura per confrontarsi col mondo di fuori.

Angelantonio finisce il suo percorso di cura e cerca una normalità, una quotidianità. Intanto il mondo è cambiato, andato avanti, invecchiato: i genitori si avvicinano sempre più a una età avanzata, sua madre ha una malattia degenerativa, i ragazzi del quartiere invadono gli spazi che prima erano suoi con la loro musica e il loro lessico incomprensibile. Inoltre, il mondo del lavoro è sempre più lontano da chi, come Angelantonio, ha bisogno di ambientarsi gradualmente tra cure di mantenimento, confronto con una ritrovata realtà e bisogno di protezione. Ed è proprio il bisogno di protezione che lo spinge a ritornare, un giorno, alla Casa delle farfalle, a chiedere di rientrare tra i suoi ospiti, dopo tutto il lavoro fatto per uscirne.

Quella che Angelantonio abita oggi è una terra di mezzo: non è più tra i matti, ma non è più parte di quella società che ha abbandonato a tempo indeterminato, quella dei sani, dei suoi simili nei quali non si riconosce più. Ma lo stigma del ricovero presso la struttura psichiatrica è un sigillo mostrato dal protagonista con un orgoglio quasi irriverente, scandaloso: del resto, perché dovremmo vergognarci del nostro vissuto, delle nostre ferite se sono parte di noi? Non è anche da questa ammissione scandalosa di fragilità, di tutte le fragilità, che passa l’accettazione del sé? Non è forse questo un piccolo atto rivoluzionario nella società della performance?

Come in Beati gli inquieti, anche in Ombra mai più il malato psichiatrico, “il matto”, è un sovversivo, portatore di valori alternativi. Ciò non genera solo conflitto con il contesto sociale, ma anche una sorta di ricomposizione e pacificazione, grazie all’amicizia di Angelantonio con un ragazzo del quartiere. All’inizio incomprensibile, l’amicizia del protagonista con il ragazzo è una grande prova di fiducia nel futuro, uno scambio tra individui in cui ognuno, a modo proprio, reagisce alla vita che gli è capitata e cerca delle strategie di difesa per non esserne sopraffatto.

Ombra mai più offre al lettore l’opportunità di mettere da parte tutta la banalizzazione generata dai discorsi sulla salute mentale e di affrontare una questione che è prima di tutto sanitaria, sociale e politica. Se infatti da un lato oggi si approccia con più disinvoltura il tema del benessere mentale, ed è caduto un velo di omertà che ammantava la questione, dall’altro si scivola troppo spesso in un discorso ordinario e semplificato, dimenticando che, come diceva Franco Basaglia, “dietro ogni malattia psichica c’è un conflitto di natura sociale”.

Dopo Beati gli inquieti, Ombra mai più racconta questo rifiuto della semplificazione, il vuoto che si prova quando la tempesta finisce e si è ancora vivi, il bisogno di essere scandalosi, e di mostrare tutto di sé, non solo le parti conformi, accettabili, decenti.

Roberta Rega

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