Mondo Cane
Dimmi che cane hai e ti dirò chi sei
Riccardo Bacchelli diceva: “Mostrami il tuo cane e ti dirò chi sei”. E a quanto pare non aveva torto, visto che – per la felicità di Studio Aperto – l’Università di Vienna ne ha dimostrato la fondatezza. Per farla breve, esiste una sorta di effetto specchio tra il cane e il suo proprietario, per cui il padrone può trasmettere, manco fosse un accollo, al povero quattro zampe tutto il suo stress, le sue ansie e le sue paranoie. Un po’ quello che succede al povero “miglior amico dell’uomo” in Mondo Cane il nuovo romanzo di Francesco Recami pubblicato dalla casa editrice Mar dei Sargassi.
Il Matteuzzi
I protagonisti del libro di Recami sono Pietro Matteuzzi, ex funzionario del Comune ora in pensione e Mino, il suo cane diabetico. I due abitano in una Firenze e conducono una vita noiosissima. Giornate sempre uguali, vissute in totale solitudine, con una routine rotta, a volte, dalle discussioni che il Matteuzzi deve sostenere con i coniugi Albini, i suoi vicini di casa, per l’eccessivo abbaiare di Mino.
Umberto D
La solitudine è quindi il tema centrale del romanzo. Matteuzzi è un Umberto D. dei giorni nostri, costretto all’isolamento anche da una condizione di forte indigenza: gran parte della pensione viene spesa per l’affitto di un appartamento di pochi metri quadri e per la cura del cane diabetico. Ciò costringe il Matteuzzi a un economia domestica molto rigida che non prevede l’acquisto di un cappotto nuovo e riduce a pura evasione l’acquisto di un cornetto al bar. In un certo senso, il protagonista del romanzo di Recami potrebbe essere preso come caso studio del processo di gentrificazione delle grandi città, che ha trasformato i centri storici in grandi luna park per il turismo mordi e fuggi: Airbnb, le case trasformate in B&B, l’espulsione progressiva dei redenti a basso reddito e la conseguente perdita delle relazioni di comunità, non possono che aumentare le condizioni di disagio di Matteuzzi e di Mino, che per l’effetto specchio tra padrone e il quattro zampe, finisce con l’essere costantemente bullizzato dagli altri cani di Piazza D’Azeglio e vivere col terrore di essere abbandonato. Ma a rompere la loro monotonia e a sconvolgere l’intero Comitato degli amici dei cani di Piazza D’Azeglio, sarà la morte per avvelenamento di uno dei quattro zampe che frequenta la piazza.
Mondo Cane
“La gente è veramente imbecille, pensò Matteuzzi. Adesso anche il cane giocattolo!”
Il romanzo vira quindi verso un giallo appassionante, ma non è questo il punto di forza di Mondo Cane. Perché Recami in poco meno di centoventi pagine – grazie a un linguaggio vivido e coinvolgente e a Matteuzzi – riesce a coinvolgere il lettore in profonde riflessioni sulla realtà sociale, sulla complessità umana e sul disagio. Il suo protagonista vive per ottenere l’approvazione degli altri. È schiavo del potere dello sguardo di chi lo osserva, per questo ogni giorno usa il suo cane per occupare uno spazio al solo scopo di mettersi in evidenza. Il suo è un bisogno di accettazione disfunzionale, nella misura in cui è il solo scopo per cui agisce. Ma il mondo a cui vuole appartenere non lo vede, lo scavalca con una rapida occhiata per guardare oltre. Matteuzzi è un invisibile, dunque non è.
Fabio D’Angelo




