Il Fubbàll secondo Rapino
Giocatori Brutti
Calciatori Brutti è un sito web nato poco più di dieci anni fa da un’idea geniale di due ex giocatori di terza categoria e che ora conta milioni di like, grazie soprattutto alla capacità di ribaltare con ironia e irriverenza la piramide calcistica. Riportando nella categoria dei comuni mortali i giocatori di successo ed esaltando, manco fossero dei top player, giocatori di terza categoria. L’esempio può essere Simone Bonfiglio, a cui Calciatori Brutti regalò una visibilità insperata, rendendo virale una sua prodezza balistica in Sinagra-Rocca di Capri Leone. Insomma, una storia di provincia portata alla ribalta, un po’ come fa Remo Rapino in Fubbàll (minimum fax, 2023).
Fubbàll
La sua raccolta di racconti che fa il verso a Fútbol di Osvaldo Soriano, con cui Rapino, proprio come lo scrittore argentino, mette in fila storie di calcio: dodici figurine di futbol nostalgia, capaci di raccontare ruolo per ruolo, calciatori improbabili, indimenticabili, malinconici, che giocano partite senza fine su campi irregolari.
Sole sul tetto dei palazzi in costruzione
Quella di Rapino è un viaggio indietro nel tempo, fino a ritrovare le tracce dell’origine del calcio, lì dove ha lasciato detto di cercare Jorge Luis Borges: “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio”. I calciatori raccontanti da Rapino derivano dal primo calcio dato a un pallone. Sono la specie più evoluti che ha sviluppato intelligenza e affinato abilità, sensibilità ed emozioni, creando così una comunità in cui la nostalgia è un diritto e il campo di pallone un luogo di libertà e di anarchia. Quasi un omaggio a Zemanlandia e al Foggia spettacolo dell’allenatore boemo con una MS sempre in bocca.
Sole sul tetto dei palazzi in costruzione
Quelli di Rapino sono storie di calcio di provincia, marginali e genuine, animate da operai, contadini, ferrovieri e mangiapreti vari. I suoi calciatori, da Milo il portiere sino a Oliviero l’allenatore, sono dei solitari caduti e naufragati infinite volte, ma capaci – quando serve – di mettere da parte la nostalgia per inseguire un fugace momento di fama. Giocatori brutti che proprio come Simone Bonfiglio cercano un posto nella storia grazie alla creatività di un momento: un colpo di tacco alla Socrates, un lancio lungo illuminante alla Gianni Rivera, un dribbling ubriacante alla Gigi Meroni, una punizione a foglia morta alla Zico, un tiro al volo improvviso alla Totti, una rovesciata alla Vialli. Un gesto estemporaneo, la follia di un momento. La sregolatezza pura, che come spiegava Bart in Santa Maradona non ha a che fare col genio.
Fabio D’Angelo




