La Napoli Ferrovia di Ermanno Rea
Napoli Ferrovia di Ermanno Rea, pubblicato per la prima volta nel 2007 da Rizzoli e recentemente riproposto da Feltrinelli, segue Mistero napoletano (Einaudi, 1995) e La dismissione (Rizzoli, 2002) sullo smantellamento dell’acciaieria Ilva di Bagnoli, chiudendo la trilogia che l’autore ha dedicato alla sua città. Questi libri offrono una visione profonda e complessa di Napoli, volutamente distaccata dai cliché della canzone melodica e delle notizie di cronaca nera che spesso dominano il racconto.
Il grande ritorno
In Napoli Ferrovia Rea, attraverso un suo alter ego, racconta il ritorno di un giornalista ottantenne che ha vissuto gran parte della sua vita lontano da Napoli. A muovere il protagonista è il desiderio di riconnessione con i luoghi della sua infanzia, ma anche la necessità di confrontarsi con una città che non smette mai di evolversi. Napoli rappresenta un’entità vivente che assorbe e trasforma tutto ciò con cui viene in contatto. L’incontro tra il protagonista e Caracas, un fotografo di origine venezuelana con un passato da naziskin e un presente da convertito all’Islam, simboleggia il potere della città di assimilare e modificare le identità.
Piazza Garibaldi
“Ogni volta che parti/ Vorrei sparisse Piazza Garibaldi” ( Tropico)
Il romanzo ha come palcoscenico principale Piazza Garibaldi, luogo di nascita di Rea e di vocazione per Caracas. Da qui, il rapporto tra i due si evolve in un viaggio, in cui Caracas accompagna il protagonista e il lettore nei vicoli che costeggiano la ferrovia e da lì a contatto con una città che è al tempo stesso affascinante e disturbante.
Cambiare per sopravvivere
Attraverso il loro incontro, il romanzo esplora anche temi di redenzione, identità e la capacità di cambiamento, sia personale che collettivo. Napoli Ferrovia è anche un viaggio attraverso le memorie familiari e sentimentali dello scrittore e le “esperienze di sangue e ferite” di Caracas, in un continuo intreccio temporale e scambio di punti di vista. Il legame estremo e disperato tra Caracas e Rosa La Rosa aggiunge un ulteriore strato di complessità. La loro storia, consumata nell’ombra dell’eroina, esplora i temi della dipendenza e della perdita, ma anche della passione che può sia elevare che distruggere. Il rapporto tra Caracas e Rosa diventa così un microcosmo delle dinamiche più ampie di Napoli, una città che abbraccia con forza ma che può anche soffocare.
Napoli Ferrovia
Rea esplora il concetto di una città simbolicamente amputata dal suo mare, un elemento che tradizionalmente simboleggia la libertà e l’apertura ma che qui diventa metafora di una ferita profonda e non sanata. Questa percezione di perdita e isolamento è centrale nel libro e riflette un sentimento di alienazione profonda e disperazione collettiva che ha portato a tragici destini personali già raccontati in Mistero napoletano, mostrando come la storia urbana sia interconnessa con le tragedie individuali. Per questo Napoli Ferrovia è un libro totale, che con realismo e durezza riesce a catturare l’essenza di una città unica nel suo genere, eternamente in bilico tra la perdita e la speranza.
Fabio D’Angelo




