Film

Published on Marzo 9th, 2016 | by cefalo precario

Weekend

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Regia: Andrew Haigh
Durata:96′
Cast: Tom Cullen, Chris New
Uscita nelle sale: 10 marzo 2016
Distribuzione: Teodora Film

Ci sono voluti 5 anni, prima che questo film trovasse una distribuzione italiana. 5 anni durante i quali Weekend ha collezionato più di 20 premi internazionali, e durante i quali il suo regista e sceneggiatore Andrew Haigh ha avuto modo di farsi conoscere e apprezzare da un pubblico più vasto, prima con la serie della HBO Looking, e poi con il film 45 anni, che ha fruttato a Charlotte Rampling la sua prima nomination all’oscar.

In Italia, Weekend uscirà finalmente nelle sale il 10 marzo, distribuito da Teodora.

Alcuni hanno commentato, senza aver visto il film, che si tratterebbe di astuta operazione commerciale, in quanto il tema dell’amore gay sarebbe quanto mai di attualità.

Io non me ne intendo di astute strategie commerciali, però credo di saper riconoscere qualcosa di bello, quando lo vedo. E già dalla mia prima visione di questo film, nel 2011, mi resi conto di trovarmi di fronte a un piccolo gioiello. E nel corso degli anni, mi sono chiesta spesso come fosse possibile che non si trovasse uno straccio di distribuzione per quello che era diventato un vero e proprio “cult movie”. Quindi, dietrologie a parte, sono felice dell’uscita di questo film nelle sale, perché quanta più bellezza viene distribuita nel mondo, meglio è. E Weekend è davvero bello. Dolorosamente bello.

Si potrebbe dire che il regista e sceneggiatore Andrew Haigh, con questo piccolo film girato in sole tre settimane e con quattro soldi, sia andato dritto all’essenza di cosa significhi fare cinema. E che sia andato dritto all’essenza di qualcosa di molto importante, per ognuno di noi.

La storia è molto semplice: due giovani uomini di Nottingham, Russell e Glen, si incontrano durante una serata in discoteca, e decidono di passare insieme l’intero weekend. Due giovani uomini come tanti, che vivono una storia come tante, in un appartamento che somiglia a tanti altri. Eppure ogni storia, breve o lunga che sia, è unica e irripetibile a modo suo, e la regia di Haigh riesce a rendere perfettamente la fragile bellezza, l’unicità – e al contempo l’universalità – di questo breve incontro.

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La telecamera a spalla accarezza, o incalza – con i migliori close up sugli attori che si siano visti da lungo tempo sullo schermo – gli straordinari Tom Cullen e Chris New, a seconda delle fasi della loro relazione, mostrandoci tutte le loro ritrosie, i lampi di fragilità, e la connessione che mano a mano si instaura tra i due.

L’appartamento di Russell diviene un mondo nuovo, perché è abitato per un intero weekend da un’energia nuova; diviene un campo di battaglia tra due visioni opposte dell’essere gay; diviene, infine, un rifugio dove poter essere se stessi.

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L’incontro amoroso ti trasforma, e poi ti restituisce a te stesso. Questo è il succo di Weekend. Russell e Glen attraverso il loro incontro ridefiniscono la loro identità e il loro posto nel mondo, si svelano a sé e all’altro attraverso le confidenze, i desideri nuovi, i gesti inaspettati.

Noi siamo testimoni di tutto questo attraverso riprese spesso traballanti e fuori fuoco, che sono perfettamente funzionali alla cosiddetta estetica Kitchen sink, quella del realismo sociale. Quella che rinuncia alla colonna sonora, con dialoghi spesso biascicati, difficili da comprendere. Quella stessa estetica che ti dà la sensazione di essere lì, con Russell e Glen, a vivere quei preziosissimi momenti in cui un incontro si trasforma nella possibilità di un qualcosa in più, e in cui la connessione tra esseri umani si rivela per l’ennesima volta una delle poche cose per cui valga la pena vivere.

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Quindi, più che di un film, parlerei di un’esperienza. Grazie ad Andrew Haigh, a Tom Cullen e a Chris New, ci è possibile sperimentare qualcosa di universale e profondamente personale. Qualcosa che incanta con la sua bellezza fragile racchiusa in un appartamento, in uno sguardo, in una confessione notturna. Racchiusa persino nell’inquadratura del tedio domenicale, visto da una finestra.

Daniela Alfano

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5

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