Serie TV

Published on Maggio 4th, 2016 | by Noemi Borghese

The Night Manager

 Ideatore: David Farr, basato sull’omonimo romanzo di John Le Carré

 Genere: Drama, thriller, spionaggio

 Durata: 58’ (a episodio)

 Lingua originale: inglese

 Stagioni: 1

 Episodi: 6 puntate

 Cast: Tom Hiddleston, Hugh Laurie, Olivia Colman, Tom Hollander, Elizabeth Debicki

Distribuzione: BBC

 Prima Tv: 21 Febbraio 2016, UK

È primavera, e anche se le temperature ci costringono ancora a imbacuccarci in giacche da tempi febbrili e la pioggia che cade orizzontale non ci fa godere a pieno del grazioso fiorire/starnutire che solitamente fa esplodere ormoni, armadi e sindrome di condivisione di foto al mare/parco, la primavera è arrivata e c’è poco da fare: la primavera è la stagione della serie cult per eccellenza, quella di cui non vi abbiamo mai parlato perché non ce n’è molto bisogno – quella che parla di lupi, leoni e draghi -. Finisce la stagione degli zombie e comincia quella dei draghetti, è facile.

Eppure non tutti si sono fatti contagiare dal genere fantasy, e per queste persone la primavera dev’essere veramente uno strazio. “oddio hai visto la nuova puntata? È morto il mio personaggio preferito!” “No, ma non era morto l’anno scorso?” “Così pensavo, e invece no!” “Piuttosto, visto che tette?
Mettiamoci un secondo nei panni di quelli che non possono parlare di Game of Thrones, The Walking Dead e così via, e poi creiamo la pagina “La vita di una persona che non guarda serie tv è un inferno di dialoghi incomprensibili immeritati”, rivendendola a caro prezzo a SKY Italia per farci indagini di mercato profittevolissime.

 

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I went to New York to buy a painting, came back with her.

Ecco che dunque, mossi a pietà, vi parliamo di una serie gioiellino di cui si è parlato davvero poco, che nessun vero hipster può lasciarsi sfuggire: The Night Manager, prodotta e distribuita dalla BBC ed ispirata all’omonimo romanzo di John Le Carré del 1993.

La trama della serie ricalca quella originale con qualche differenza, portandoci a conoscere Jonathan Pine durante il periodo successivo alla Primavera araba. Jonathan è un ex militare inglese impegnato a condurre una vita tranquilla come manager di un hotel di lusso, quando proprio nel suo hotel è testimone di un omicidio che lo porterà ad aver a che fare con l’organizzazione criminale guidata da Roper, impersonato dal dottor Casa – meglio conosciuto come dr. House – e quindi il protagonista si farà coinvolgere da un’agenzia di intelligence, coordinata da Angela Burr, come infiltrato.

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I know what you’re thinking. Which is the daughter and which is the mistress?

La trama segue la storia del libro e ci porta a conoscere la bella Sophie, di cui si invaghisce Jonathan e che sarà una presenza costante durante tutta la serie a causa – non vi dico troppo altrimenti è spoiler – della sorte sfortunata che la aspetta.

Senza dubbio la serie è costruita egregiamente e la trama appassiona sin dai primi minuti del pilot – a differenza ad esempio di Vinyl che, complice la durata smodata delle puntate, ci mette un po’ a ingranarericalcando molto bene i toni scelti dall’autore del romanzo, che storicamente viene contrapposto al contraltare Ian Fleming;
Fleming con il suo James Bond descrive avventure e storie sempre contraddistinte da ambientazioni glam e personaggi “macchietta”: in tutta la letteratura di Le Carré, invece, leggiamo sempre personalità vive, combattute e profondamente realistiche.

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There is half a psychopath lurking in there, Jonathan. I ant you to find him and stick to him.

Il protagonista in primis, interpretato da un adorabile Tom Hiddleston, convince immediatamente perché la bravuta dell’attore ci porta con Pine e le sue vecchie e nuove battaglie, in un ruolo complesso da interpretare con tutti i rischi che questo compito comporta – non ci si occupa di spionaggio così da un giorno all’altro, e per interpretare una spia di John Le Carré serve un attore bravo bravo bravo in modo assurdo.

Oltre ad aver scelto un cast che si dimostra assolutamente all’altezza del compito, la regia compie una scelta precisa che, a mio parere, è l’unica scelta vincente dei prossimi anni: un romanzo del genere non può essere portato al cinema, va trasformato in serie. In miniserie, per la precisione, ed ecco che la scelta della BBC – che non ne sbaglia una, no Sir – di produrre e distribuire il prodotto convince moltissimo anche tutti quelli che “oddio l’hai vista la puntata numero X della stagione Y” ne hanno un po’ piene le scatole: sei episodi, uno dietro l’altro, perfetti per un weekend uggioso, per esempio.

Perché si può fare anche del binge watching sano, soprattutto se la scusa è “lo guardo ma spero che gli autori non abbiano rovinato il libro che sarà sicuramente meglio”. Tranquilli, gli autori sono stati bravissimi.

 

Perché guardare The Night Manager?

Perché ho bisogno di disintossicarmi da Netflix, perché Le Carré è una garanzia, perché Loki e dr. House mi sono mancati, perché basta draghi e basta zombie, perché il weekend è prevista pioggia.

Perché non guardare The Night Manager?

Perché le spy story non fanno per me, perché resto fedele a 007, perché la Primavera Araba è troppo vicina cronologicamente e trovo poco scientifico inserirla in una serie, perché resto fedele a Homeland, perché le british tits sono troppo per me.

Noemi Borghese

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Ho sbagliato tutto, fatemi scendere, voglio fare la ballerina!



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