Una somma di piccole cose – Niccolò Fabi
Una somma di piccole cose
Alzi la mano chi almeno una volta nella vita, alla vigilia dei momenti importanti (il primo giorno di scuola, quello di lavoro, la maturità, l’esame di scuola guida o la prima comunione), è stato preso in disparte dallo zio per antonomasia per essere nominato erede del segreto su cui gran parte degli zii pensano si basi la vita intera. Quello che rappresenta l’esistenza di una persona attraverso la metafora di una strada che si costruisce passo dopo passo. Per onestà va detto che ci sono zii che preferiscono a questa teoria la variante di carattere edilizio/massonico del mattone dopo mattone, ma poco cambia. Si tratta comunque di un’idea di vita che si costruisce mediante la somma algebrica di tanti piccoli elementi.
A tutte queste persone che sono diventate, loro malgrado, custodi di una delle due metafore della vita sopracitate, il titolo del nuovo album di Niccolò Fabi, Una somma di piccole cose, avrà ricordato il momento della loro investitura da futuri zii. Ma è solo una coincidenza, perché la somma proposta da Fabi non è così elementare come sembra, ma per dirla tutta contiene in sé un paradosso che mette in discussione le semplici convinzioni matematiche su cui molti di noi hanno costruito intere murature e percorso km di strade. E cioè: l’insieme delle piccole cose niccolòfabiane è più della somma delle sue parti.
Potete ben capire che con un’affermazione del genere viene meno l’importanza di essere nella vita maratoneti o muratori e con esse fa harakiri la certezza degli zii per cui l’intera esistenza coincide con il risultato totale di una semplice addizione di piccoli step.
Una somma di piccole cose di Niccolò Fabi, invece, è un’insieme di elementi complessi (le nove canzoni dell’album), ognuno dei quali costituisce un quadro soggettivo della realtà satollo di malinconia, passione e poesia. Detta così, si intuisce facilemente che il disco può essere visto come un intero non ottenibile mediante la somma matematica di step successivi perché non tutto ciò che lo determina è addizionabile.
È una concezione olistica, per cui l’insieme può essere compreso completamente solo se si capiscono le sue parti. Da qui l’esigenza di frazionare, ridurre e semplificare di Niccolò Fabi (Abbiamo due soluzioni: un bell’asteroide e si riparte da zero o una somma di piccole cose), per arrivare al nocciolo della questione. E per fare ciò Fabi seleziona in modo certosino gli elementi essenziali alla sua musica.
Sceglie di viaggiare leggero, abbandonando arrangiamenti sofisticati e affidando la costruzione delle sue canzoni a una chitarra, una voce e pochi altri strumenti. In questo scavare fino al cuore dell’artista la titletrack, Una somma di piccole cose, diventa il manifesto dell’album (Il sorriso regalato a quel passante / Il paragrafo di una pagina qualunque / La storia è un equilibrio tra le fonti / il disegno che compare unendo i punti).
Invece, la centralità del disco viene affidata a Ha perso la città e Filosofia agricola (Se avessi meno nostalgia/ saprei conoscere, godermi e crescere/ Invece assisto immobile/ al mio nascondermi/ e scivolare via da qui), che rappresentano lo smarrimento e il ritrovarsi.
E in un certo senso la “filosofia agricola” di Niccolò Fabi, con qualche forzatura, rimanda un po’ alla poetica pascoliana (nel senso di Pascoli), cantore per l’appunto delle piccole e semplici cose. Conoscere e riscoprire la natura – un mondo contadino, la solitudine, la semplicità d’animo, un lessico e una sintassi chiari costruiti attraverso un bagaglio di parole e di frasi essenziali – diventa un’esigenza imprescindibile, così come il rifugiarsi in un mondo candido (come la foto copertina del disco scattata da Niccolò Fabi di prima mattina) dove per mangiare si semina, si curavano le piante o si creano canzoni. Nascono così piccole gemme come Facciamo finta e Una mano sugli occhi, pezzi che racchiudono un mondo che nessuna teoria della somma proposta da uno zio qualunque riuscirebbe a spiegare.
A mio sindacabile parere, Una somma di piccole cose di Niccolò Fabi è una vera sciccheria. Un piccolo capolavoro che ci fa dire, senza rischio di smentita alcuna, che il cantautorato italiano è ancora vivo e lotta insieme a noi.
Tracklist
1. Una somma di piccole cose
2. Ho perso la città
3. Facciamo finta
4. Filosofia agricola
5. Non vale più
6. Una mano sugli occhi
7. Le cose non si mettono bene
8. Le chiavi di casa
9. Vince chi molla
Summary:




