TFF VI giorno, mercoledì 30 novembre 2011 (C)
ore 7:45:
Questa mattina sono Gigi D’Alessio e la sua voce soave a sorprendere Mariangela… Il nostro caro cefalo lettore è così appassionato al testo che non vuole abbandonare il letto ma continuare ad ascoltare la dolce dichiarazione d’amore (Lei negherá ma io lo so: in cuor suo vorrebbe che Gigi avesse scritto queste parole per lei). Ma dopo un po’ (con il cuore in gola) ci alziamo e andiamo a prepararci…
Arriviamo al Cinema Massimo ma non c’è nessuno… Ci sediamo per gustarci il primo film della giornata: DERNIERE SCEANCE di Laurent Achard.
Un giovane ragazzo lavora come proiezionista in un piccolo cinema d’essai che proietta ogni giorno FRENCH CANCAN di Renoir. All’apparenza timido e riservato Silvaun nasconde segreti incoffessabili. Quando il cinema rischierà di essere chiuso per mancanza di fondi, lui cercherà di evitarlo.
DERNIERE SCENANCE è un film ricco di simboli e citazioni e girato in stile “thriller-retrò”. Il modello più evidente è sicuramente Hitchcock, e il protagonista ha molti tratti del Norman bates di Psycho. Un film che onestamente non mi ha nè annoiata, nè lasciata indifferente… Credo un po’ troppo pretenzioso, ma si inserisce bene in un determinato filone di cinema.
Subito dopo siamo andate a vedere lo splendido corto GOOD luck MR GORSKI, di Allegra Houston.
Quando Neil Armstrong atterò sulla luna, pronunciò la misteriosa frase “Good luck Mr Gorski?”. Ma chi era questo Signor Gorski? Cia, servizi segreti cercarono invano di scoprire la veritá, ma Allegra Houston ci svelerà questo segreto… Semplicemente geniale!
Per la pausa pranzo abbiamo incontrato un amico, e ispirati dall’atmosfera cinematografica del festival abbiamo deciso un soggetto per il nostro prossimo film: una co-produzione Iran/Italia, ma di più non posso svelare!!!
ore 16:30:
Sala pienissima per SANGUE DO MEO SANGUE di João Canijo.
Problemi in famiglia per una madre nella periferia di Lisbona: suo figlio ha debiti presso uno spacciatore, sua figlia frequenta un uomo sposato. Un dramma familiare molto intenso, sullo stile di film sudamericani, che riserva alcuni colpi di scena. Vi confesso un segreto: mi sono addormentata in sala! Lo so, è poco cinefilo, ma é stato più forte di me. Dopo un quarto d’ora di sonno però mi sono risvegliata rigenerata:)
Sono scappata al Reposi per A LITTLE CLOSER di Matthew Petock (inizio 19:30), in concorso per il festival. Corro come una matta, ho il biglietto blu e non vogliono mi blocchino l’accredito, ma al mio arrivo assisto a uno spettacolo assurdo: sono le 19:20, la porta della sala 3 è chiusa e c’è una coda incredibile. Nel frattempo la gente aumenta, alle 19:45 nessuno può ancora entrare e allora la gente protesta: fischi, urla, applausi. La più accanita di tutte è una signora distinta, vestita molto elegante, che fischia meglio di un guardiano di pecore… complimenti! C’è stato apparentemente un problema tecnico, e finalmente alle 8 possiamo entrare…. La sala è strapiena, ed é presente anche il DOP del film, di origini italiane.
Quando ho finito di vedere questo film ho pensato un po’ a ME AND YOU AND EVERYONE WE KNOW di Miranda July, non so perchè. Una storia familiare, due ragazzini alle prese con le prime cotte, la scoperta della sessualità e una mamma che cerca di fare di tutto pur di trovare un compagno che accolga lei e i suoi figli. Un film grazioso e delicato, una fotografia molto elegante e protagonisti teneri e divertenti. Lo consiglio perchè é davvero piacevole!!



