Premio nazionale di narrativa NEO. Intervista ai NEO
Un neo – bello o brutto, sensuale o disturbante che sia – è qualcosa che rende unici e riconoscibili; e questi sono i primi due aggettivi che possiamo pescare dal mucchio per parlare di Neo Edizioni, una casa editrice che ci sta particolarmente a cuore. Neo è una delle realtà di riferimento del panorama editoriale indipendente per qualità e originalità delle voci autoriali e adesso anche promotrice della prima edizione del Premio nazionale di narrativa Neo Edizioni dedicato agli autori, esordienti e non, di qualsiasi nazionalità, che abbiano nel cassetto un’opera letteraria inedita, scritta in lingua italiana. L’opera vincitrice vincerà mille euro di anticipo e la pubblicazione nel catalogo Neo. Un’iniziativa molto coraggiosa, che abbiamo deciso di diffondere con una bella chiacchierata con gli editori.

Ciao ragazzi e bentornati su una banda di cefali. Siete folli e fuori dagli schemi, e questo lo sapevo già, ma mai avrei pensato che avreste potuto bandire un premio nazionale di narrativa. Da dov’è nata questa pazza idea? Per quanto tempo ci avete ragionato?
Ci annoiamo piuttosto facilmente, e nell’ultimo periodo ci arrivavano proposte sempre meno Neo, dove con Neo intendiamo quello che dicevi tu: folli e fuori dagli schemi. Perciò, abbiamo deciso di inventarci qualcosa di nuovo, che ci riportasse un po’ alle origini, nella speranza di attrarre manoscritti più vicini a quella che alcuni definiscono la “prima Neo”, ma che in realtà non se n’è mai andata. Ci abbiamo ragionato per degli anni, perché imbastire progetti come questo è piuttosto impegnativo dal punto di vista organizzativo, e in più noi siamo lenti. In ogni caso adesso, finalmente, ci siamo.
Non è rischioso bandire un premio letterario in un periodo di forte crisi del mondo editoriale dove si legge sempre meno mentre si pubblica ancora tanto?
Sì, è molto rischioso. Per quello ci piace, se no sai che noia?
Quali caratteristiche deve avere un libro per vincere il premio Neo? Siete alla ricerca di storie più cupe o di qualcosa di più speranzoso e divertente?
Ci piace essere spiazzati da quello che leggiamo e guardiamo, ma anche che ascoltiamo. Ti facciamo un esempio che più attuale non si può: quando in Click Boom Rose Villain passa dalla ballad al pezzo tamarro, la prima volta che la ascolti sei disorientato, non capisci cosa stia succedendo. Ecco, questa cosa qui, folle e sopra le righe. Un altro esempio, più vicino a noi, è Alessandro Turati. Non hai mai idea di dove ti porterà, e non alla fine del libro, né del capitolo, né della pagina, ma della riga. Ovviamente questo non è sufficiente a rendere un’opera valida, è solo una delle tante caratteristiche che contribuiscono a farlo, ma noi la cerchiamo sempre (e la troviamo di rado). Detto ciò, amiamo sì le storie epiche, cupe, grottesche, come Grande nudo o Genesi 3.0, ma amiamo anche chi riesce a farci ridere o sorridere, ancor meglio se amaramente, che è difficilissimo. Cose come Gli Schwartz di Mattew Sharpe o Una banda di idioti di John Kennedy Toole.
Nel regolamento si legge che al concorso non sono ammesse le opere marcatamente di genere mentre sono ammesse quelle “opere trasversali: quelle che grazie a un salto immaginifico riescano a travalicare i limiti del genere per creare ‒ in pratica o in potenza ‒ un genere letterario nuovo”. Quale nuovo genere vi piacerebbe scoprire? Avete un qualche tipo di aspettativa su quello che vi piacerebbe trovare e leggere tra i partecipanti?
Siamo sinceri: no. Abbiamo indetto questo concorso proprio per scoprire qualcosa che non riusciamo nemmeno a immaginarci. Insomma, stupiteci!
Là fuori ci sono tanti scrittori e scrittrici che non hanno il coraggio di inviare il proprio manoscritto magari per timidezza o perché hanno bisogno di un incoraggiamento: che ne dite di incoraggiarli un po’?
Non siamo le persone più adatte per incoraggiare la gente. Ci proviamo con una constatazione di natura pratica. Essere letti dalle case editrici è molto difficile. In Neo riceviamo una mole quotidiana di proposte che sarebbe ingestibile anche se fossimo più persone. Perciò ci troviamo a dover scremare, in qualche modo. E questo modo non è detto che sia il migliore. E così ci capita di perderci proposte che poi ci fanno rodere il fegato per l’eternità (c’è un paio di titoli che ci siamo fatti sfuggire e che non ci perdoneremo mai. Mai!). Ecco, il premio è un’occasione per essere letti per certo. Noi siamo qui, fatevi sotto! Ah no, forse questo non è un buon incoraggiamento. Rifacciamo. Noi siamo qui, vi aspettiamo a braccia aperte!
Intervista a cura di Carla De Felice.
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