cefalo coreano Mask Girl

Published on Novembre 6th, 2024 | by Viaggio In Corea

0

D.P.: il lato oscuro del servizio militare sudcoreano

D.P.

In Corea del Sud il servizio militare obbligatorio è un rito di passaggio inevitabile per i giovani uomini. La mancanza di un trattato di pace con la Corea del Nord impone ai maschi sudcoreani tra i 19 e i 28 anni di trascorrere quasi due anni della loro vita in caserma. Anni  che per molti rappresentano un’interruzione forzata della propria vita quotidiana, un sacrificio da fare per la sicurezza nazionale. Tuttavia, come spesso accade, dietro la facciata di disciplina e dovere, si nasconde una realtà più oscura, fatta di pressioni psicologiche, violenze e un sistema gerarchico opprimente.

“Ogni individuo di sesso maschile adempie fedelmente alla leva obbligatoria come previsto dall’articolo 3 della Legge sul Servizio Militare”

Con questa frase si aprono le puntate delle due stagioni di D.P., la serie di Netflix (tratta dal webtoon D.P. Dog’s Day) che mette in luce proprio quegli aspetti del servizio militare sudcoreano che si vorrebbe rimanessero nell’ombra.

Protagonista della serie è An Jun-ho, un soldato che sembra destinato a un’esistenza anonima nell’esercito, fino a quando si ritrova ad essere arruolato nella squadra D.P. (Deserter Pursuit), un’unità incaricata di rintracciare i soldati disertori. La sua missione diventa, episodio dopo episodio, un viaggio nel lato più nascosto dell’istituzione militare sudcoreana, un luogo di costanti ingiustizie e soprusi, immancabilmente tollerati e insabbiati.

Le storie dei disertori non sono mai semplici, e mentre andiamo alla loro ricerca insieme a Jun-ho e al suo compagno di missione e superiore, il caporale Han Ho-yeol, siamo costretti a confrontarci con il dipanarsi delle loro storie, che vanno ben oltre la fuga dal servizio e rivelano una realtà fatta di bullismo, abusi fisici e psicologici, omofobia, solitudine e disperazione che permeano la vita quotidiana della caserma.

Puntata dopo puntata emerge l’orrore di un sistema creato per schiacciare l’individuo e un grande pregio di D.P. è proprio la capacità di umanizzare i disertori, mostrandoli non come traditori, ma come vittime di un sistema che li spinge all’estremo. Episodi di bullismo sistemico, pressioni sociali e la totale mancanza di vie d’uscita rendono comprensibile la loro fuga. E qui emerge il vero cuore della serie: una critica feroce e puntuale al servizio militare, dove il cameratismo maschile si trasforma spesso in sopruso e abuso di potere. I disertori di D.P. sono lo specchio di un sistema che opprime il singolo, dove chi non si conforma o non resiste viene semplicemente schiacciato.

La serie non si limita a raccontare storie di diserzione, ma esplora le conseguenze psicologiche devastanti di questi eventi. La sofferenza dei personaggi, sia dei disertori che dei loro cacciatori, è palpabile ed evidente in ogni puntata. Il rapporto tra Jun-ho e Ho-yeol offre un respiro di umanità in questo contesto cupo, con momenti di umorismo che servono a spezzare momentaneamente la tensione, ma che non sminuiscono mai la gravità della situazione.

D.P. è una finestra su un mondo che vorrebbe rimanere nascosto, immutato e immutabile ed è, insieme, un’esplorazione della fragilità umana messa alla prova da un sistema che dovrebbe proteggere, e che invece abusa. La serie riesce a creare empatia non solo per i disertori, ma anche per quei soldati che, come Jun-ho, cercano di fare la cosa giusta in un contesto che rende difficile capire cosa lo sia davvero.

Alla sua uscita D.P. non ha ricevuto l’attenzione che avrebbe meritato, ma è una serie che vale assolutamente la pena di essere vista per la sua capacità di coniugare azione e riflessione, di creare empatia verso le storie raccontate e i protagonisti del suo racconto e per il coraggio di puntare su una critica sociale diretta, profonda e mai di maniera. Perché quello che emerge da D.P. è come il servizio militare possa non solo incidere profondamente sulla vita di molti uomini sudcoreani, ma anche sulla società coreana nel suo complesso.

Twitter
Visit Us

Tags: , , , ,


About the Author

è un progetto che vuole raccontare i complessi luoghi fisici e mentali della società coreana. È una finestra sulla cultura coreana ed uno spazio dove approfondire argomenti legati all’arte, alla letteratura, al cinema, alla musica e alla storia del paese del calmo mattino. In altre parole, è un viaggio a 360˚ gradi in grado di delineare percorsi differenti in cui tempi e luoghi si intrecciano con l’obiettivo di condurre ad una migliore comprensione delle innumerevoli sfumature che caratterizzano la Corea.



Back to Top ↑
  • Seguici su facebook

  • Vincitori del premio Radiolibri

    Vincitori del premio Radiolibri
  • Verità per Giulio Regeni

    Verità per Giulio Regeni
  • Giustizia per Mario Paciolla

    Mario Paciolla