Libri le bugie nascoste nel mio giardino

Published on Luglio 16th, 2025 | by Una banda di cefali

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Le bugie sepolte nel mio giardino

le bugie sepolte nel mio giardino

Kim Jin Yeong, Le bugie sepolte nel mio giardino, Giunti Editore

Il romanzo Le bugie sepolte nel mio giardino di Kim Jin Yeong consegna al lettore un vivido spaccato familiare, sociale e generazionale della città di Seoul e dei suoi abitanti. La storia si sviluppa in un arco temporale breve, alcune settimane tra il mese di aprile e gli inizi di giugno 2016, dense di avvenimenti e di colpi di scena. Le protagoniste sono due donne che conducono due vite diverse, i cui destini si intrecciano in maniera inaspettata attraverso i rispettivi mariti. Come riporta il titolo del libro, le bugie costituiscono il motore principale dell’avvincente e serrata narrazione: i personaggi cercano, occultano o stravolgono la verità in base agli interessi personali. Spicca in maniera immediata la contrapposizione di classe tra Ju-ran e Sang-eun. La prima, Ju-ran, di umili origini, è riuscita a ottenere la vita agiata dei suoi sogni. Si è appena trasferita in un lussuoso quartiere della città e in una casa bellissima, dotata di un giardino. Sposata con un pediatra affermato, la donna si è sempre dedicata alla famiglia e all’unico figlio, un adolescente chiuso e riservato. Sang-eun invece svolge un lavoro monotono come venditrice di materassi in un negozio di arredamenti. La donna è sposata con un rappresentante farmaceutico che ricatta i colleghi medici in cambio di soldi. Sang-eun incinta di alcuni mesi, nel giro di poco tempo rimane vedova, disoccupata e deve affrontare la diagnosi di demenza senile che ha colpito sua madre e un imminente sfratto. Entrambe le protagoniste, pur nella diversità delle loro esistenze, sono animate dalla stessa incrollabile volontà di proteggere i propri figli, che si tratti di un adolescente o di un bambino che ancora deve venire al mondo. Ju-ran inizia a indagare quando una puzza terrificante proveniente dal giardino della sua villa, la spinge a scavare e trova i resti di un cadavere. Questa scoperta sconvolgente e gli atteggiamenti ambigui del marito le instillano dubbi e perplessità sull’uomo che ama. Eppure la caccia alle bugie in cambio della verità la porta ad adottare qualsiasi stratagemma, pur di difendere ciò in cui crede di più al mondo: la sua famiglia. Sang-eun scopre che l’uomo opprimente e ossessivo che pensava di conoscere dopo anni di matrimonio, le teneva nascoste malefatte e ricatti. La vita di tutte e due è pesantemente condizionata dai rispettivi coniugi. Alla fine sarà il desiderio di libertà a far capire loro che il valore della propria persona dipende da loro stesse e non dagli uomini che hanno sposato. 

Un altro elemento importante che influenza la trama è il potere del denaro. Le due donne all’inizio proiettano in esso tutte le aspettative di riscatto e un’altra lucida consapevolezza finale le accomunerà: il denaro nel quale ripongono tanta fiducia non garantirà loro la tranquillità alla quale ambiscono. Emerge il senso di solitudine delle protagoniste che pur essendo circondate dai familiari e dagli amici agiscono da sole, tragiche e incomprese, e devono fare affidamento sulle proprie forze. Un altro tema che affiora è il distacco e l’incomunicabilità tra adulti e adolescenti. A Seoul ragazzini poveri e scappati di casa oppure figli di genitori benestanti rimangono intrappolati in un mondo più grande di loro dove predominano sopraffazione, bullismo e violenza. Nonostante questo ritratto amaro e disincantato della società contemporanea, l’umanità e la solidarietà riescono a sopravvivere. Inaspettatamente l’aiuto proviene dalla conoscente, colei che resta sullo sfondo della narrazione, fumando una sigaretta e osservando la vita scorrere dal balcone di casa. Il romanzo si conclude con una frase che omaggia un gigante della letteratura come Tolstoj in Anna Karenina. Ju-ran scrive questo messaggio a Sang-eun e racchiude in poche parole il destino di entrambe. 

“In questo mondo non esistono vite facili. Non pensi di essere una persona particolarmente sfortunata. Siamo tutti infelici, ognuno a modo suo. Addio”.

Valeria Pecora

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Amore, ironia e cefalità.



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