Sin City – Una donna per cui uccidere

Regia: Robert Rodriguez
Genere: Azione, Noir
Durata: 102′
Lingua originale: Inglese
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Eva Green, Jessica Alba, Rosario Dawson, Mickey Rourke, Ray Liotta, Juno temple, Dennis Haysbert, Powers Boothe, Bruce Willis, Josh Brolin, Christopher Meloni
Sceneggiatura: Frank Miller, William Monahan, Robert Rodriguez
Soggetto: Frank Miller (Graphic novel)
Fotografia: Robert Rodriguez
Montaggio: Robert Rodriguez
Distribuzione: Lucky Red
Uscita nelle sale: 2 Ottobre 2014
Trama: Dwight McCarthy (qui interpretato da Josh Brolin, precedentemente impersonato da Clive Owen) cerca di districarsi tra un amore ossessivo e sottomesso nei confronti della folle Ava; Johnny sfida il più potente e malvagio politico della città per risolvere una questione più che personale; Nancy vuole uccidere il Senatore Roark per vendicare l’amato Hartigan morto suicida. A guardare loro le spalle un confuso e sempre incontrollabilmente violento Marv.
‘La morte è esattamente come la vita a Sin City, non conta niente.’
Se devo scrivere per convincere la gente ad andare al cinema, in questo caso potrebbero bastarmi tre parole per spingere le masse verso il secondo (desiderato, atteso, rimandato di un anno) capitolo della saga fumettistica di Frank Miller: Eva Green nuda.
Non ci sarebbe molto altro da dire, in realtà, perché su queste aspettative uno come Rodriguez può costruire un multiverso intero.
Considerato l’amico trash di Tarantino, il regista texano è in realtà incarnazione di un modo molto autoriale di fare film: li scrive, li produce, li dirige, li monta, scrive le musiche con i suoi familiari, ne abbozza gli effetti speciali, a volte ci recita o ne costruisce le scenografie. Ma più che questo, a renderlo una sorta di scheggia impazzita nel panorama moderno è il fatto che giri film idioti oltremisura, dannatamente divertenti in cui è palese il divertimento stesso che lui ha investito in ogni ripresa, il tutto con un talento e un controllo ferreo della follia inscenata, dove l’osare premia a patto che si guardino i suoi film nell’ottica in cui sono stati concepiti.
Nel caso di Una donna per cui uccidere ci troviamo davanti a un’estremizzazione del suo predecessore (non così sboccato come accaduto con Machete, altro caso in cui nell’eccedere Rodriguez ha in realtà centrato il bersaglio, venendo però paradossalmente abbandonato da critica e pubblico) che dimostra ancora quanto l’autore di Desperado e Planet Terror non abbia paura di sfidare i propri seguaci a divertirsi impunemente. Non è una cosa in cui tutti riescono, ma per quanto riguarda chi scrive, Rodriguez è uno dei migliori al mondo in questo sport.
Perdendo qualcosa sul ritmo nel modo in cui questa volta sceglie di distribuire i vari episodi, paradossalmente guadagna in piccole intuizioni visive come la città fatta di monete impilate le cui luci sono i riflessi del metallo pregiato o un inseguimento che diventa per Marv una mosca che gli ruota intorno senza dargli pace dando il senso di confusa frustrazione legata al suo blackout, la nudità (appunto) plastica della già citata Eva che costruisce una statua da adorare per ogni uomo di passaggio e così via. Dettagli invece che scene madri, in un film costruito apparentemente più sulle urla che sui sussurri.
Un linguaggio hard boiled tirato agli estremi, una carrellata di personaggi ruvidi e impossibili da non amare, 102 minuti di semplice e azzeccatissimo intrattenimento cult.
Angelica Milia
Summary:



