The Rover

Regia: David Michod
Genere: Drammatico
Durata: 103′
Lingua originale: Inglese
Cast: Guy Pearce, Robert Pattinson, Scoot McNairy, David Field, Jamie Fallon, Susan Prior
Eric è un uomo solo che vaga per il deserto australiano in un mondo abbandonato a se stesso nel cuore di un futuro imprecisato. Henry e altri due compagni sono criminali ai confini della civiltà a cui si ribalta il pick-up durante la fuga da una sparatoria. Quando al primo verrà sottratta l’auto dai tre, questi partirà alla ricerca dei ladri con una determinazione e una freddezza terrificanti, degne a tratti del peggiore dei carnefici. Sulla sua strada arriverà anche il fratello di Henry, rimasto colpito durante la sparatoria, e questo porterà alla nascita di un ‘duetto’ recitativo e umano capace di comprendere in sé la natura umana nella sua dimensione più terrena.
Dal regista che aveva fatto rizzare le antenne a tutti con l’opera prima Animal Kingdom, non ci si poteva aspettare un film meno sovraccarico di aspettative e delusioni. Se infatti da un lato l’australiano è rimasto nella sua terra natìa a incorniciare i paesaggi tanto mozzafiato quanto inquietanti del Bush, dall’altro ha spostato completamente l’asse del genere, puntando più a un’atmosfera rarefatta ed evocativa rispetto a quella – già comunque fortemente intrisa di silenzi e sguardi e musiche striscianti – del ‘nuovo Padrino’ che lo ha portato a una subitanea quanto discreta popolarità.
Cambia anche la struttura, pur senza abbandonare il tema del legame familiare che incatena e divide allo stesso tempo, passando da un film a tratti corale a una storia mossa attraverso le percezioni, le fobie e le ossessioni di due soli personaggi.
Se da un lato è lecito chiedersi cosa stia inseguendo tanto forsennatamente Guy Pearce per tutto il film, quale segreto racchiuda la sua impellente necessità di tornare in possesso della sua auto, dall’altro il saperlo diventa una sorta di sfondo alle reali conclamazioni di cui il film si fa vettore. L’umanità viene spogliata della sua caratura, e diventa sporca, contraddittoria, violenta e tenera a seconda delle situazioni e delle condizioni poste dagli eventi, riuscendo a non apparire mai come una forzatura di sceneggiatura inciampata in un lirismo singhiozzante.
Portando all’osso la storia, paradossalmente, Michod trova con più decisione e gran mira il cuore del discorso che vuole portare avanti, riuscendo (qui più che nell’altro film) a chiudere con un finale toccante, sensato eppure secchissimo, perfetto nella sua totale e paradossale raffinatezza.
E perfino Robert Pattinson porta a casa la giornata, qui.
Visivo e sottile, un film da non perdere al cinema o comunque da recuperare appena possibile.
Angelica Milia
Summary:



