Le nom de gens
Francia, 2010

Regia Michel Leclerc
Genere commedia
Durata 100 min.
Lingua originale: francese
Cast Jacques Gamblin, Sara Forestier, Zinedine Soualem, Carole Franck, Jacques Boudet.
Sceneggiatura: Michel Leclerc, Baya Kasmi.
Fotografia Vincent Mathias
Montaggio: Nathalie Hubert
Uscita nelle sale: prossimamente.
Note: vincitore di due premi Cesar: migliore attrice (Sara Forestier) e migliore sceneggiatura.
La giovane Bahia ha un metodo tutto suo per cambiare il mondo: fare sesso con uomini di destra per convertirli politicamente. Farà un’unica eccezione per Arthur Martin.
“Il mio nome è Arthur Martin. In Francia esistono 15.207 persone con questo nome”
“Io mi chiamo Bahia Benmahmoud. Sono l’unica in Francia a portare questo nome. Spesso mi chiedono se sia brasiliano, ma è algerino: Bahia Benmahmoud. Hai qualcosa contro gli Arabi?”
Più diversi di così non si può: Bahia estroversa, radicale, idealista; Arthur nevrotico e impacciato. Lei è un po’ fanatica, lavora qua e là e proviene da una famiglia di hippies; lui è un veterinario, figlio di ebrei scampati all’olocausto e pieno di complessi. E si chiama Arthur Martin, proprio come gli elettrodomestici: funzionali, ergonomici e pratici.
E cosa c’è di più romantico di due opposti che si attraggono? E che imparano dall’altro cose che altrimenti non avrebbero mai imparato?
Questo di Leclerc è un film poco convenzionale, originale e profondo. Un film che parla di politica, sesso, amore, famiglia, identità e memoria. Un film che riflette sui rapporti umani e le loro conseguenze e che ha un che del Woody Allen di Io e Annie. E il tutto impacchettato con ironia e intelligenza.
Gli strambi ma teneri personaggi ti colpiscono subito al cuore e i due protagonisti sono a dir poco fantastici nella loro interpretazione.
Questo film fa sì ridere, ma anche piangere e riflettere. Ma soprattutto ti lascia il segno, e a lungo, e le sue battute e immagini continuano a seguirti e a farti sorridere anche a distanza di tempo.
Carla De Felice
Make love, not war.
Summary:



