L’eclissi di Ezio Sinigaglia
Cose per cui vale la pena vivere
Manhattan di Woody Allen è uno di quei film da consigliare per almeno una ventina di motivi tra cui la scena iniziale, le inquadrature, la musica, la locandina, la città rappresentata, almeno una dozzina di battute e altrettante scene memorabili. Tra queste, c’è quella in cui Ike (Woody Allen) fa un elenco delle cose per cui vale la pena vivere: un comico, un compositore, un romanzo, un attore, un cantante, un ristorante, i film svedesi, un giocatore. A quest’elenco aggiungerei anche “andare a vedere un eclissi totale da vicino”. E sì, lo ammetto, lo dico dopo aver letto Eclissi, il romanzo di Ezio Sinigaglia pubblicato da Nutrimenti, vincitore dell’edizione 2020 di Modus Legendi.
Se Maometto non va alla montagna…
Che detta così, qualcuno potrebbe pensare “beh, facile come cosa”, nel senso che aspettando prima o poi potrebbe capitare di vedere un’eclissi di sole. Invece no, perché è un po’ come la storia di Maometto e della montagna: se decidi di stare fermo sotto casa tua, magari seduto sotto una veranda ad aspettare le nuvole, l’eclissi la puoi attendere anche quattrocento anni. Per cui meglio seguire le leggi che regolano il moto del sistema solare e andare dove le cose accadono. Proprio come fa Eugenio Akron, un architetto triestino in pensione, quando decide di raggiungere un’isola del Nord Europa per guardare, lungo il percorso della totalità, un’eclissi di sole. Qui Akron scopre di non essere il solo ad aver preso, per così dire, un appuntamento con il sole: con lui ad attendere ci sono altri cacciatori di eclissi, come Clara, un’ottantenne americana. Tra i due nasce una sincera amicizia suggellata dal patto comune di migliorare le rispettive conoscenze linguistiche. Entrambi decidono di parlare nella lingua dell’altro, creando così un simpatico e originale miscuglio tra gli idiomi, reso approssimativo dagli errori di pronuncia. Eugenio e Clara attendono così, insieme, il momento in cui all’improvviso si farà buio e tutti alzeranno gli occhi al cielo per guardarlo filtrato attraverso lenti speciali. E in quel momento, le persone che hanno assistito alla scomparsa del sole potranno assicurarsi di aver percepito l’universo in tutta la sua immensità, con le stelle e i pianeti a portata di mano in un tempo sospeso che dura non più di tre minuti. Poi il sole esce dal cono d’ombra, le stelle e i pianeti scompaiono, e il cielo ritorna blu. Il mondo riprende la sua normalità. Ma qualcosa in Eugenio è cambiato.
Cercare la domanda
«Akron pensava di poter trovare nell’eclissi quel che andava cercando da anni, perché da anni, da quando, poco prima di rimanere vedovo, aveva affidato lo studio a suo figlio, non faceva, so to speak, altro che questo: looking for a question».
D’altronde, se ci pensate, cercare una domanda è un po’ come con le chiavi di casa: sapete di averle poggiate lì ma non riuscite a vederle, confuse e mimetizzate in una prospettiva caotica. Tocca spostarsi, concertarsi o mettere in ordine le cose. E Akron, sul peschereccio di Kurtli che lo condurrà fin sotto il sole eclissato, in quel tempo sospeso, davanti a una delle manifestazioni più incredibili della natura, riuscirà finalmente a fare ordine tra le cose. La scoperta di un rapporto autentico con la natura che ti obbliga a guardare lì dove non avevi mai pensato di fare prima, magari dentro te stesso. E questo è uno dei miracoli della natura. O della grande letteratura.
Fabio D’Angelo
Summary:




