Z Nation
| Ideatore: Karl Schaefer, Craig Engler
Genere: Azione, Horror Durata: 42-44’ (a episodio) Lingua originale: inglese Stagioni: 2 Episodi: 16 puntate Cast: Kelita Smith, DJ Qualls, Michael Welch, Keith Allan, Anastasia Baranova Distribuzione: Syfy, prodotto da The Asylum Prima Tv: 12 Settembre 2014, USA |
Se siete tra gli appassionati di The Walking Dead, è arrivato il momento di farci un discorsetto e di smetterla di nascondere la polvere sotto il tappeto: TWD è una grande, grandissima serie, AMC è una rete capace di grandi cose, lo sappiamo molto bene, e le vicende di Rick & compagnia bella ci hanno emozionato e ci hanno esasperato e ci hanno incollato allo schermo per anni.
Eppure, è innegabile constatare che, così com’è adesso, ‘sta serie è diventata un po’ na m***a: paturnie emotive che non ti puoi far venire dopo sei anni in mezzo ai mangiapersone, assenza di criterio con cui alcuni personaggi fanno cose, digressioni noiosissime di 3-4 puntate su personaggi che si erano allontanati per tendenza all’autolesionismo, incapacità di concludere una microtrama entro una stagione.
Insomma, fumetto o non fumetto, TWD ha deluso tante persone, molte delle quali continuano a seguire la serie perché ormai vogliono sapere cosa succede, magari capirci qualcosa in più su cosa ha fatto scattare la benedetta epidemia in the first place. Bene, per tutti loro, gli stessi creatori di TWD hanno realizzato il pratico e bistagionale spin-off Fear the Walking Dead, ambientato nei primi momenti dell’epidemia.
Se, invece, siete tra quelli cui la serietà eccessiva e le forzature di trama per dare una logica agli eventi fanno venire voglia di – sto per dire una bestemmia, perdonami maestro Romero – passare ai vampiri, aspettate un attimo e date una chance a una serie fresca, che a molti piace e ad alcuni no, che fa parlare di sé poco ma non così poco, senza troppe pretese e illogica e cazzona al punto giusto: Z Nation.
Ebbene, partorita dalle stesse menti di Sharknado, Z Nation è una serie sugli zombie caratterizzata da una leggerezza e una capacità di non prendersi sul serio che non ha praticamente niente a che vedere con gli psicodrammi per cui la vostra storia con TWD è alla frutta.
Tanto per cominciare, qui gli zombie corrono. Sappiamo cosa significa quando uno zombie corre, vero? Banalmente, le scene sono più veloci, c’è più sangue, non c’è spazio per i vari baby-sitter alla Tyreese di turno, e succedono le cose.
Inoltre, e la cosa non è assolutamente da sottovalutare, il quid intorno a cui si sviluppa la trama, è un espediente narrativo che in TWD manca del tutto: esiste un antidoto ed esiste una persona immune agli zombie, ed ecco che invece di vagare alla ricerca di un posto sicuro arricchendo di stagione in stagione la tribù di persone raccolte in giro che eventually combineranno clamorose cazzate, i signori di Z Nation hanno un obiettivo anche geografico e non si disperdono per tre anni all’interno dei confini della Georgia.
Insomma, da qualche anno il mondo sembra essersi dimenticato il motivo per cui gli zombie sono divertenti: dove sta scritto che una serie sugli zombie deve prendersi sul serio? Ecco, da nessuna parte; Zombieland – ok, è un film e per i film è diverso e più facile non prendersi sul serio perché la trama ha pochi minuti per crescere, esplodere e concludersi – era riuscito a farci ridere e basta, e Z Nation riesce a portarci in una storia che parla di zombie e di persone non-zombie che provano a restare tali, stop.
Certo, è vero che qui siamo alla seconda stagione e le incongruenze di trama sono sempre dietro l’angolo, ma qui i personaggi sono divertenti, e quindi, infondo, chissene delle incongruenze della trama.
Perché guardare Z Nation?
Perché la logica è sopravvalutata, per il neonato zombie, per la scena della Liberty Bell, perché esco da una storia seria e ho bisogno di leggerezza, perché Sharknado è già un motivo valido.
Perché non guardare Z Nation?
Perché non c’è Darryl, perché non c’è Michonne, perché lo psicodramma fa parte di me, perché i meme su Rick e Carl mi fanno ancora ridere, perché da una serie-non-seria mi aspetto di vedere molte più tette.
Noemi Borghese
Summary:






