Se una mattina di primavera un bloggatore
Stai per cominciare a leggere il nuovo articolo “Se una mattina di primavera un bloggatore” di Roberto aka Il Cefalo fuor d’acqua. Agitati. Distraiti. Raduna tutte le tue ansie, soprattutto quelle ormai sopite. La porta è meglio lasciarla aperta, che in caso di aneurisma non debbano sfondarla. Dillo subito, agli altri: «Il mio gruppo sanguigno è AB Negativo!» Alza la voce, se no non ti sentono «Mi raccomando! Ho un’intolleranza al lattosio».
Ogni rombo di aereo è un possibile schianto, con tutta probabilità nella finestra della tua cameretta. Sarà interessante, fra duemila anni circa, lo spettacolo per l’archeologo che con la sua pala urterà te, seppellito dalle ceneri del vulcano. E i bimbi spalancheranno la bocca al cospetto del tuo calco in gesso, una fusione impressionante di uomo/water/catalogo di biancheria intima.
Le statistiche dimostrano che la maggior parte delle vittime dei pirati della strada hanno il calzino bucato. Le memorie dei paramedici sono un fiorire di alluci bianchi impavidi.
Prima di entrare in biblioteca stavi benissimo, vero? E adesso devi soffiarti il naso ogni due minuti. Tranquillo, nessuno di quelli intenti a tradurre dall’aramaico antico ti odierà. Almeno non più di quanto tu abbia odiato la vespa che sghignazzava sul tuo shock anafilattico, nel cinema all’aperto, durante gli ultimi 5 minuti di Donnie Darko.
L’inverno è il carnevale dei virus. Amano mascherarsi, e siccome sono un po’ cafoni, si imbucano alle feste degli anticorpi, esseri alquanto stupidi e facilmente ingannabili. La sapete quella dell’anticorpo che, sospettando che la moglie lo tradisse, torna a casa prima del tempo e la trova a letto con un mitocondrio? Punta una pistola contro sé stesso e, quando i due adulteri capiscono cosa sta per fare, cominciano a ridere a crepaglobuli. Al che l’anticorpo cornuto urla “Cazzo vi ridete? Dopo tocca a voi!”.



