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Published on Luglio 29th, 2011 | by Una banda di cefali

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Ave Mary

Er vescovo c’ha er microfono e io gnente

E lui vorrebbe una cosa solamente

Che se seccassero tutte le donne

Che fa’ l’amore fosse un incidente

Che all’alberi cascassero le fronne

E a sentillo pure Dio ce se confonde.

Mannarino, Serenata lacrimosa

 

Maddalena allora s’alzò e urlò con tutto il cuore

Dio non mi fai paura

Tu che hai fatto un figlio senza far l’amore

Che vuoi capirci di questa fregatura?

Lascia stare Giuda e guarda altrove

Ecco, guarda la mia scollatura

E io mi guarderò dalla tua invidia

Perché Dio non gode come una creatura

[…] Dio scappò nel cielo e nella furia

Mise su un grandissimo cantiere

Per costruire una potente curia

Che potesse Maddalena far tacere.

Mannarino, Maddalena

 

Non fatevi ingannare dal titolo. Ave Mary non è un libro sulla Madonna, anche se la giovane Maria, piccola e timida adolescente, ne esce come una specie di rockstar, l’unica vera donna sovversiva del cristianesimo che prende in mano le redini del gioco senza sottomettersi al volere di nessun padre, marito o Dio e che, per questo, si è meritata un cospicuo numero di comuni bestemmie.

Ave Mary non è un testo religioso, ma è una testimonianza. E parla anche di me, della me donna, per questo doverosamente io parlo di lui.

Jessica Rabbit affermava, sottile, sorniona e paillettata, “Non è colpa mia, è che mi disegnano così”. Noi donne, spesso, non siamo come ci disegnano, spesso ancora non siamo altro che quello, inutile fare vuoti femminismi.

Michela Murgia, donna, teologa, cattolica praticante, si scaglia contro quella Chiesa che pensò e pensa di poter creare una donna a sua immagine e somiglianza, e offre spunti di riflessione intelligenti. Non siamo più nel pieno delle lotte femministe e gli argomenti da trattare sono così cambiati. Non si combatte più per avere pieni diritti sul proprio corpo e sulla propria vita, anche se spesso sembra nient’altro che questo, ancora: le discriminazioni si sono evolute, sono diventate mimetiche, quasi invisibili e forse più terrificanti. E allora è cosa buona e giusta un libro che fa luce su cose che forse non avremmo mai pensato, un libro che fa semplicemente riflettere in maniera composta. Così che quando ci decideremo ad alzare finalmente la nostra voce, lo faremo con eleganza e consapevolezza.

Per quel che mi riguarda mi piace pensare alla donna così. Di una forza commovente.

 

http://www.youtube.com/watch?v=FsCqOuMpoJ4

 

 

M.

 

 

voto: 6.5

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Amore, ironia e cefalità.



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