Traffic 2012 – The XX

Una X come quella che ci segnamo sul cuore prima di essere colpiti, per guidare meglio il colpo.
Una X come quella delle dita che si incrociano in uno spergiuro.
Una X come quella che precede gli amori finiti, dissolti, smarriti, dimenticati o da dimenticare.
Non sono diverse da quella gigante dei The XX che sovrasta il palcoscenico, riempita di fumo, mentre loro suonano. Non sono diverse dalle parole che attraversano prima i microfoni, poi le casse e per finire i timpani, così chiare, pulite, “segnate”. Sì, segnate è la parola giusta: segnati sono i tempi elettronici che scandiscono le strofe e gli strumenti, segnati sono gli occhi che inseguono le luci sul palco, segnati sono i ricordi riportati alla mente che galleggiano sull’intera piazza, come il fumo, e segnati sono i battiti cardiaci persi, mancati, accelerati.
Carla dice, prima del concerto, che i The XX appartengono ai suoi giorni di pioggia e quindi era destino ascoltarli in una serata piovosa.
Stasera, però, il cielo si è stranamente trattenuto. Cosa che non credo si possa dire di noi. La pioggia c’era, ma dentro.
Leggera, dolce, appena malinconica, come di quelle sere di giugno in cui si sente l’estate arrivare.
M.



