Cefalo emergente

Published on Novembre 30th, 2013 | by Roberto D'Angelo

Driving Mrs Satan – Popscotch

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“Heavy metal made easier”, l’heavy metal reso più facile. Si presentano così sul loro sito ufficiale i Driving Mrs Satan. Ma ascoltare l’album d’ersordio Popscotch ha sortito su di me un effetto alquanto differente. Dare una veste indie-pop ai classiconi metal mi ha avvicinato ad un genere che mi è geneticamente alieno (l’indie-pop) attraverso un genere che per me è stato formativo. Gli arrangiamenti curatissimi e mai banali, il suono acustico, il timbro delicato (e a tratti molto sexy) della voce di Claudia Sorvillo, il tutto restituisce un prodotto originale, interessante e piacevole all’ascolto. Ma, a mio parere, solo chi ha dimestichezza con la violenza di Battery dei Metallica (che non a caso è stata scelta come primo singolo, con video annesso) può cogliere profondamente la forza destabilizzante di questo piccolo gioiellino di composizione. Un lavoro raffinato e delicato che acquista una nota inquietante dal contrasto con i testi e soprattutto con un immaginario, reale o stereotipato, legato ad uno dei generi musicali più “scuri” che ci siano, e alla sua relativa sottocultura.

Un gioco post-moderno di richiami intertestuali, rispettoso, senza ironia. La natura ludica dell’operazione sta già nella scelta del nome dell’album Popscotch, gioco di parole fra Hopscotch (il gioco della campana), Pop (ovviamente) e Scotch, a suggerire il lavoro di decostruzione e ricostruzione. Con risultati che mi hanno entusiasmato. Helloween, Metallica, Iron Maiden, Anthrax, Motorhead, AC/DC, Iron Maiden, Black Sabbath, Slayer, Faith No More. Gli anni ’80, l’epoca d’oro del Metal, una lezione di storia vera e propria. Come un maestro che ti racconta di sanguinarie invasioni usando disegni a pastello, fatti bene e rassicuranti. È l’effetto inquietante di cui parlavo all’inizio. Davvero, provate ad ascoltare South of Heaven e poi subito dopo l’originale degli Slayer. Ecco, ora ci siete. E potete meglio cogliere il cambio di scena di I Want Out degli Halloween, in apertura del disco, dal capannone industriale abbandonato ad un comodo divano. Hells Bells degli AC/DC se è possibile si fa ancora più cupa e luciferina. E From out of nowhere dei Faith No More acquista addirittura più profondità, messa a nudo attraverso un’atmosfera che ci riporta al Nick Drake di Five Leaves Left, spogliata da tanto insopportabile glam.

Il lavoro del contrabbasso di Giacomo Pedicini e della chitarra di Ernesto Nobili è davvero pregevole. Una cura che è difficile riscontrare in tanti altri lavori cosiddetti indie-pop, una vera scoperta per quello che mi riguarda. Il cd ora è in macchina fra Fear of the Dark e Sabbath bloody Sabbath. E vi giuro che non litigano mai.

Consigliato ai metallari più aperti, e a tutti gli altri. Un disco che si può apprezzare con diverse chiavi di lettura.

Il disco può essere ascoltato interamente su spotify.

Roberto





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