Il cammino di Santiago in taxi, Vol. 3 – Brunori Sas
A Napoli, si sa, i santi sono persone di famiglia con cui spesso ci pigliamo la confidenza.
Un po’ come il medico della mutua. Per noi è così, e forse anche peggio, nel senso che ogni casa si sceglie il suo confidente di riferimento a cui rivolgersi nel momento del bisogno. Per cui con le Madonne e i santi noi cominciamo proprio a parlare, a confidarci e a volte ci litighiamo pure, diciamo. Mo’ ad esempio, quando io e mio fratello andavamo a far visita a mia nonna paterna, trovavamo sempre presente la Madonna di Pompei. La confidenza della nonna era tale che a un certo punto iniziò pure a congedarci così: “Non dite niente, ma alla porta v’accumpagna ‘a Maronna“. E noi a quel punto uscivamo convinti del fatto che a chiudere la porta ci pensasse effettivamente la Santa Vergine, a cui la nonna, che non ce la faceva a camminare, aveva chiesto il piacere. Tutto questo per dire che dopo aver ascoltato il nuovo album di Brunori Sas (uscito oggi e anticipato dal primo singolo Kurt Cobain e da uno streaming su Rock.it), ho pensato alla nonna e al fatto che se Brunori fosse cresciuto a Napoli, probabilmente non avrebbe chiamato il nuovo album il Cammino di Santiago in taxi, ma come minimo avrebbe pensato a una dedica alla Madonna di Pompei, a San Gennaro o a una Capuzzella del Cimitero delle Fontanelle. E questo perché grazie ai confidenti di fiducia avrebbe risolto il problema seduta stante. Invece, non avendo questa comodità a portata di mano, decide di percorrere un cammino allo scopo di sciogliere una serie di conflitti irrisolti, che sono poi comuni a una generazione cresciuta a cavallo di decenni troppo veloci e diversi tra loro. Il Vol. 3 della Brunori Sas è un disco con una forte dimensione intima, dove i “poveri cristi” del Vol. 2 lasciano il posto alle ansie, alle paure e alle angosce di una generazione che vive un conflitto perenne: l’impegno, la razionalità che si accavallano e si sovrappongono alla voglia di leggerezza, alla frivolezza, ai cartoni animati giapponesi e alla tv commerciale. Per questo un cammino può diventare anche un mezzo per spingere gli elementi in conflitto a conoscersi e fare squadra. Ed è un po’ quello che si augura Brunori nella prima traccia, Arrivederci tristezza, quando dice: “Assiomi e teoremi non valgono niente, se l’occhio non vede che il cuore non sente più niente”. E magari ci riesce pure in Mambo reazionario, quando alla fine ballano tutti sulle note di Beyoncé. La malinconia poi è il leitmotiv di tutto l’album. La ritroviamo in Nessuno, Kurt Cobain e La vigilia di Natale. In quest’ultima, gli affezionati potranno riconoscere un giovane Mario sopravvissuto, cresciuto e alle prese col Natale.
Non mancano comunque i momenti nostalgia canaglia e quella dimensione da falò sulla spiaggia, che lo ammetto, mi piace assai. Come in Maddalena e Madonna, una delle più belle canzoni del disco (“l’odore dell’aria al mattino era solo per te che scrivevo cazzate su un foglio a quadretti e canzoni in barré”). Nel complesso, l’ultimo album della Brunori Sas è un lavoro più maturo dei precedenti, più suonato, ma che conserva quella gradevole semplicità che ormai è un marchio di fabbrica. Ascoltatelo.
Fabio D’Angelo
- Arrivederci tristezza
- Mambo reazionario
- Kurt Cobain
- Le quattro volte
- Il santo morto
- Il manto corto
- Maddalena e Madonna
- Nessuno
- Pornoromanzo
- La vigilia di Natale
- Sol come sono sol
Il cammino di Santiago in taxi
Summary: Il cammino di Santiago in taxi della Brunori Sas è un lavoro più maturo dei precedenti, più suonato, ma che conserva quella gradevole semplicità che ormai è un marchio di fabbrica.




