The Leftovers
Ideatore: Damon Lindelof, basato sull’omonimo romanzo di Tom Perrotta
Genere: drama, fantascienza
Durata: 60’ (a episodio)
Lingua originale: inglese
Stagioni: 1
Episodi: 10 puntate
Cast: Justin Theroux, Amy Brenneman, Christopher Eccleston, Liv Tyler, Chris Zyica.
Distribuzione: HBO
Prima Tv: Stati Uniti d’America, 2014
Dopo il successone riscosso da AMC con Breaking Bad, che ha appassionato milioni di persone come forse non capitava dai tempi di Lost, l’emittente HBO ha evidentemente cominciato a pianificare una seria concorrenza ad AMC e ha deciso di puntare sul drama puro: True Detective e The Leftovers sono le due novità del 2014 di casa HBO, ed entrambe puntano al pubblico autolesionista che prova un sottile piacere a soffrire lentamente assieme ai suoi protagonisti preferiti (in poche parole: i fedelissimi di Walter White & co).
Da bravi autolesionisti ci siamo immersi allora nella prima serie di The Leftovers, andata in onda per la prima volta il 29 giugno 2014, ed abbiamo scoperto che oltre alla sigla più inquietante della storia delle sigle, c’è di più.
La storia racconta, in dieci episodi, il mondo così come lo conosciamo, devastato da una terribile e misteriosa piaga (l’utilizzo del termine piaga non è casuale!): il 14 ottobre 2011 di punto in bianco sparisce, dalla faccia della terra, il 2% della popolazione mondiale. La serie è ambientata tre anni dopo e prova a illustrare gli effetti che un evento del genere necessariamente porta con sé.
Al centro della storia c’è Kevin, capo della polizia della cittadina di Mapleton, che troviamo inizialmente impegnato a gestire la propria vita, fatta di incarichi di responsabilità, due figli da gestire e una moglie che lo ha lasciato per motivi poco chiari; successivamente la storia porterà Kevin e i personaggi che gli sono vicini ad aprirsi, e si scoprono gli effettivi danni che, a tre anni di distanza, hanno irrimediabilmente colpito profondamente tutto il mondo che non riesce a capire quale fine abbiano fatto materialmente tutte le persone svanite nel nulla.
Kevin, che rappresenta le istituzioni e in generale l’ordine razionale delle cose – a proposito, se vi ricorda Rick Grimes di The Walking Dead, che come ricordiamo è sempre un prodotto AMC, non siete i soli – pian piano comincerà a sospettare di dover cambiare punto di vista e di assecondare e seguire percorsi e pensieri molto diversi da quelli a cui è abituato.
Nonostante siamo soltanto alla prima stagione la serie ci porta a essere ottimisti, quantomeno sulla seconda, perché c’è ancora tutta la trama da sviluppare, dal momento che i primi dieci episodi sono stati praticamente un lunghissimo pilot:
Il pretesto da cui parte la storia è particolare e necessariamente porta lo spettatore a seguire le vicende con curiosità: puntata dopo puntata, concentrati a capire quale possa essere la causa – o il colpevole come in un giallo, ovvero come in True Detective – ci immergiamo negli effetti, tra famiglie disperate, persone sole e una moltitudine di società disorientate.
Il quadro che ne risulta è quello di un mondo in cui tutte le certezze crollano da un giorno all’altro: la scienza non ha risposte e la religione non sa quali scegliere, tra le tante teorie che in millenni ha costruito, causando una frammentazione ancora più netta dell’umanità. La moglie di Kevin sceglie di aggregarsi ai Colpevoli Sopravvissuti, la setta di fumatori muti che rappresenta in pieno lo spaesamento totale e cieco e contemporaneamente la liberazione dai preconcetti della ragione.
Ecco che la pena e l’apprensione per i cari dispersi si trasferisce inesorabilmente su coloro che sono rimasti, costretti a portare un peso impossibile da alleggerire: The Leftovers sono proprio loro, gli abbandonati – in inglese diventa quel che resta/che avanza, ma anche gli scarti! – sono quelli a cui è risparmiata una fine fulminea ed inspiegabile (destinata soltanto al 2% della popolazione) che però si trascinano disorientati in un purgatorio di domande e sensi di colpa, lacerati e spenti, un po’ come gli affreschi animati della sigla iniziale.
Perché guardare The Leftovers?
Per la sigla, perché Liv Tyler ha fatto un patto col diavolo ed ha sempre 19 anni, perché sto cercando di smettere di fumare, per Patti, Matt e il cervo misterioso, per la sigla.
Perché non guardare The Leftovers?
Perché soffro di insonnia, perché sto cercando di smettere di fumare, per il neonato messia multietnico che non si capisce cosa faccia di preciso, perché non si vedono tette.
Noemi Borghese







