Libri

Published on Febbraio 27th, 2015 | by Carla De Felice

Anna, storia di un palindromo

Francesco D'Isa. Anna, storia di un palindromo. Eddequ 2014, €13,00

Francesco D’Isa. Anna, storia di un palindromo. Eddequ 2014, €13,00


“Zweisamkeit è una parola tedesca intraducibile. Einsamkeit vuol dire solitudine […] Considerando che eins vuol dire uno e zwei due, Zweisamkeit vuol dire all’incirca solitudine in due, duitudine”
“Bella parola. Scommetto che c’è chi se la fa tatuare”

Zweisamkeit è dunque una parola che non si può tradurre in italiano. Poche sillabe che racchiudono un significato così profondo da non avere un equivalente semantico nella nostra lingua. Zweisamkeit è lo stato di estasi in cui si trovano due anime innamorate, quell’alone di solitudine che le circonda, quel senso di isolamento che li allontana dal resto del mondo perché non hanno bisogno di nient’altro, se non delle loro due anime.

Qualche tempo fa mi sono imbattuta in questo termine durante una traduzione, sono quasi impazzita per cercare una parola che rendesse tutte queste sfumature, alla fine mi sono arresa e sono giunta a una conclusione: quel termine non potevo tradurlo. Adesso però dopo aver letto il bellissimo Anna, storia di un palindromo di Francesco D’Isa quando penso alla Zweisamkeit penso a Ezio e Anna N, i due protagonisti del romanzo.

“Tutti gli inizi andrebbero scritti alla fine”

Anna N. è una giovane e attraente donna che viene operata alla testa per un angioma da Ezio, un brillante neochirurgo. Qualcosa nell’operazione però non va a buon fine, e la donna riesce a parlare del suo passato soltanto ricorrendo ad un linguaggio onirico e simbolico. Ezio non riesce a trovare una spiegazione e vuole assolutamente capire cosa è successo.

“[…] Vent’anni fa, mi diresti un ricordo di allora?”
Anna rispose “era l’ora del serpente”

In realtà tra Anna e Ezio si innesta dal primo momento un meccanismo incontrollabile, magnetico, una sorta di “Attrazione fatale”, un rincorrersi, stuzzicarsi, prendersi: dopo essersi incontrati la prima volta non possono già fare a meno l’una dell’altro. Vogliono conoscersi, afferrarsi, ma il loro equilibrio è sempre precario e non riescono a farlo fino in fondo. Perché sono come due rette parallele che

“[…]non si parlano, ma sentono scorrere i reciproci pensieri. Solo in coppia troveranno l’unità, ma non si incontreranno mai, mai, se non nell’infinito”

Anna, storia di un palindromo di Francesco D’Isa è stata una sorpresa di spiazzante bellezza. Un libro travolgente, ipnotizzante che mi ha immerso totalmente nella storia di Ezio e Anna N e nei relativi meccanismi che ne conseguono. Un romanzo dal linguaggio ricercato, ma mai pretenzioso (nonostante possa sembrare un paradosso) che riesce in una missione per me prima d’ora impossibile: spiegare in maniera chiara il concetto di Zweisamkeit non a parole, ma illustrandone le innumerevoli e imprevedibili sfumature in maniera chiara e mai eccessiva. E ammaliando il lettore pagina dopo pagina.

Una storia brillante, originale e articolata, costruita (come suggerisce il titolo stesso) come un palindromo, si può leggere dall’inizio o dalla fine, ma continua a conservare lo stesso fascino.

 

Carla De Felice

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Anna, storia di un palindromo Carla De Felice

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L'unico vero realista è il visionario.



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