Fumetti

Published on Maggio 22nd, 2015 | by Giorgia Recchia

Gabo. Memorie di una vita magica

Gabo. Memorie di una vita magica. Óscar Pantoja, Miguel Bustos, Felipe Camargo Rojas, Tatiana Córdoba, Julián Naranjo. Tunué 2014, € 19,13

Gabo. Memorie di una vita magica. Óscar Pantoja, Miguel Bustos, Felipe Camargo Rojas, Tatiana Córdoba, Julián Naranjo. Tunué 2014, € 19,13

Gabriel García Márquez, soprannominato Gabo, è stato, e continuerà ad essere una pietra miliare della letteratura mondiale. Lo scrittore colombiano, classe 1927, scomparso lo scorso anno, viene considerato uno dei principali esponenti del “realismo magico”. È appunto quest’ultimo aggettivo che ritroviamo nel titolo del graphic novel, edito dalla Tunué edizioni, dedicato all’autore e dal nome Gabo – Memorie di una vita magica, vincitore del premio di miglior libro a fumetti in America Latina al  Festival Internazionale del libro di Buenos Aires 2014. Trattandosi della biografia illustrata di uno dei massimi letterati dell’ultimo secolo, l’opera non poteva essere affidata a un unico disegnatore, bensì a un intero team di artisti, tutti colombiani, ossia Miguel Bustos, Tatiana Cordoba, Felipe Camargo Rojas e Julian Naranjo. Lo sceneggiatore e regista Oscar Pantoja ha invece curato lo sviluppo della trama.

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Il taglio cinematografico si riconosce praticamente da subito, grazie all’utilizzo di flashback e flashforward che permettono al lettore di saltare da un punto all’altro della vita di Gabo, così da comprendere meglio lo scrittore, le sue scelte, gli episodi cardine della sua giovinezza che vengono spesso riportati e reinterpretati nei suoi romanzi. È proprio con uno di questi flashback che inizia il nostro racconto: è il 1965 e Gabo si sta recando a mare ad Acapulco con la moglie e i suoi due figli, è in viaggio, intento a guidare, quando si perde nel ricordo di un giorno particolare della sua infanzia, quello in cui suo nonno, una figura di riferimento fondamentale per la vita dello scrittore, gli fa “scoprire” il ghiaccio. Questo episodio diventerà lo spunto per l’incipit di una storia, quella di Cent’anni di solitudine, romanzo grazie al quale Marquez verrà insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1982.

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A questo punto il lettore intraprende un vero e proprio viaggio nella vita dell’autore, cominciando dall’infanzia trascorsa coi nonni e lontano dai genitori, ripercorrendo gli anni della formazione tra Aranquilla e Bogotà, arrivando ai primi lavori da giornalista in giro per il mondo tra Parigi, Roma e Mosca. Viene descritto il primo incontro con Mercedes, la donna che diventerà sua moglie e sua principale sostenitrice negli anni duri che precedono la gloria della celebrità e che sono contraddistinti dalle difficoltà economiche e, talvolta, dall’ansia di non essere all’altezza delle proprie aspettative.

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Il racconto continua, poi, a narrare dell’amicizia che nasce tra Marquez e Fidel Castro, che si inserisce in un clima politico teso per via della Guerra Fredda e che lo costringe a fuggire dagli Stati Uniti, dove si era momentaneamente trasferito assieme alla moglie. Si conclude con la vittoria del premio Nobel che rappresenta l’acme della sua carriera e anche della propria affermazione personale.

Viene data grande attenzione alla descrizione dei personaggi che, come già detto, sono fondamentali per la stesura di Cent’anni di solitudine e, sopra ogni altra cosa, per la vita dello scrittore. Tale attenzione diventa palese in più punti, primo fra tutti quello in cui Gabo, felice per essere stato insignito del Nobel, immagina di ringraziare suo nonno per averlo indirizzato, attraverso i suoi insegnamenti, alla vita magica che lo ha portato a provare quella meravigliosa esperienza e, nella sua fantasia, lo vede circondato da farfalle, proprio come il personaggio di Mauricio Babilonia nel romanzo, chiaramente ispirato al suo avo.

Dal punto di vista grafico i disegni ci appaiono con una linea chiara e decisa, ma la vera particolarità è la divisione del graphic novel in quattro parti, atte a far contraddistinguere le quattro diverse mani dei disegnatori e scandite da altrettanti diversi colori che risultano intrisi di simbolismo: giallo per la prima parte, che descrive gli anni dell’infanzia, azzurro per la seconda parte, quella della formazione e della presa coscienza di se stesso, delle proprie capacità e aspirazioni, rosa per la parte dedicata allo sbocciare dell’amore verso Mercedes e verde speranza per la parte conclusiva, con la vittoria del Nobel e la definitiva affermazione.

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Il fumetto riesce a descrivere, a raccontare e in alcuni punti anche a commuovere il lettore, anche quello che non ha mai letto nulla di Marquez, con una grazia e una poesia tipicamente sudamericane, incitandolo quasi ad abbandonarsi a questo favoloso mondo popolato da fantasmi e farfalle.

Giorgia Recchia

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