Serie TV

Published on Giugno 22nd, 2015 | by Noemi Borghese

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Halt and catch fire

 

Ideatore: Christopher Cantwell, Christopher C. Rogers

Genere: Period Drama

Durata: 42′ (a episodio)

Lingua originale: inglese

Stagioni: 2

Episodi: 14 puntate

Cast: Lee Pace, Scoot McNairy, Mackenzie Davis, Kerry Bishé, Toby Huss

Distribuzione: AMC Studios

Prima Tv: USA, 1 Giugno 2014

Cosa accomuna Breaking Bad, The Walking Dead, Mad Men? Tanto per cominciare, probabilmente, sono tra le serie migliori che abbiamo avuto la fortuna di guardare negli ultimi anni.

Il fil rouge di queste tre storie così diverse, però, è la rete responsabile di produzione e distribuzione: stiamo parlando di AMC Studios, che dà filo da torcere al gigante HBO e supera ormai da anni di molti punti di share le concorrenti CBS, ABC, Showtime e compagnia bella – è ancora presto per gongolare cara AMC, Netflix è in crescita -. La serie Halt and Catch Fire, tra le novità più gustose del 2014, ha esordito l’anno scorso ed è stata confermata una seconda stagione, cominciata lo scorso 31 Maggio.

Perché Halt and Catch Fire? L’espressione, spesso abbreviata con HCF, significa letteralmente Fermati e datti fuoco e secondo leggenda è stata coniata negli anni sessanta tra gli ingegneri che programmavano i computer IBM. Tale espressione è un’istruzione fittizia usata per definire istruzioni che portano la CPU – l’unità di elaborazione centrale – in uno stato da cui può essere fatta uscire solo con un reset.

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Computers aren’t the thing. They’re the thing that get us to the thing

Se non fosse ancora chiaro, sì, HACF è una serie nerd, parla di cose nerd, storie nerd, persone molto nerd ed è ambientata in un periodo IPER nerd per IPER nerd intendiamo un periodo storico i cui eventi storici di rilievo tecnologico-informatico si sono avvicendati in modo talmente fitto da costituire una specie di altra dimensione in cui la densità di scoperte è giustificabile soltanto da giornate lunghe 72 ore, esseri umani dai cervelli grandi quanto cocomeri e Q.I. medio mondiale superiore a 150.

Gli sfavillanti anni ’80 oltre ad averci fatto dimenticare il buon gusto sono anche il decennio di alcune delle più importanti innovazioni tecnologiche, è il decennio dell’affermazione del concetto di Personal Computer (l’IBM 5150, conosciuto anche come PC IBM, è riconosciuto storicamente come il primo vero e proprio PC) e forse il decennio dell’individualismo per antonomasia.

Mackenzie Davis as Cameron Howe - Halt and Catch Fire _ Season 1, Gallery - Photo Credit: James Minchin III/AMC

Online gaming is the future.

In questa cornice si inserisce dunque la storia del protagonista Joe, ex dirigente dell’IBM, che nel 1983 fonda in Texas una sua società, circondandosi di menti brillante, affamate e curiose.
Scordatevi ogni forma di banalità: accostandovi alla rosa degli eccentrici protagonisti di questa serie, c’è solo da meravigliarsi – e anche di imparare, ilchemalenonfa -.

Si parte trent’anni fa e si legge in ogni colpo di scena il presagio di quel che sarebbe diventato progressivamente lo scenario odierno, dai PC, al lento ed inesorabile annichilimento delle grosse aziende incapaci di stare al passo pur disponendo di elevatissimi budget, accarezzandoci con le manie di grandezza in pieno stile Yuppie e guardando alla lotta per il CTRL – CTRL, il notissimo tastino tuttofare delle nostre keyboard, sta per “control” -.

La serie dopo quattordici episodi mantiene il tono originale e fresco con cui è partita: la prima puntata è stata lanciata su Tumblr, visibile sul social più hipster del panorama soltanto dal 19 al 31 Maggio, prima che andasse in onda in TV. La rete AMC lo sapeva benissimo che i seguaci della prima ora, i Trendsetter della serie, sarebbero stati tutti sulla piattaforma di microblogging Tumblr: e infatti così è stato.

Scoot McNairy and Lee Pace - Halt and Catch Fire _ Season 1, Episode 1 "PIlot" - Photo Credit: Tina Rowden/AMC

The past is past, but tomorrow is tomorrow.

C’è un po’ di Mad Men in HACF – molto Mad Men, a dire il vero – e questo la dice lunga su quali siano le due grandi anime della società postmoderna: produzione e quindi innovazione da un lato, comunicazione e quindi partecipazione dall’altro.
Negli anni ’50 i pionieri del Marketing moderno strizzano l’occhio ai consumatori del 2015 allo stesso modo in cui, negli ’80, gli inventori e interpreti di un altro tipo di linguaggio strizzano l’occhio agli ex bambini del 2015.

Ed eccoci arrivati al nodo della questione: una manciata d’anni dopo l’invenzione del Commodore 64, negli anni dei primi PC, della ragazza diretta da Ridley Scott che nel 1984 ci libera dalla massificazione e ci fa sognare il Think DIfferent, scopriamo che esistono dei nuovi eroi: non poliziotti severi e giusti, niente tutine e maschere, non parliamo di dottori iper preparati e non sono neanche più gli avvocati:
Gli eroi, gli unici che siamo disposti a riconoscere, solo quei cervelloni un po’ freak che ci hanno portato fino a qui, e di cui seguiamo le vicende nella bellissima Halt And Catch Fire.

E non chiamatemela crisi dei valori, se non siete iscritti nemmeno a Tumblr.

 

Perché guardare Halt and catch Fire?

Per l’intro con i Trentmøller, Per Lee Pace e Mackenzie Davis, perché amo i Nerd, perché ero piccolissimo ma gli anni ’80 me li ricordo, perché tutti prima o poi nella vita abbiamo fatto un fermati e datti fuoco.

Perché non guardare Halt and catch Fire?

Perché non ero nato, perché il primo PC l’ho avuto dopo i 20 anni, perché io e la tecnologia proprio guarda, perché preferisco Downton Abbey, perché guardare tette anni ’80 mi sa di complesso di Edipo.

Noemi Borghese

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Halt and catch fire Noemi Borghese

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4


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Ho sbagliato tutto, fatemi scendere, voglio fare la ballerina!



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