Effetto Casimir, di Claudia “Nuke” Razzoli
Questo fumetto è una botta in testa, di quelle che ti fregano perché, prima, ti distrae con frizzi, lazzi, colori, ironia, ironia a fiumi e poi sbam, stecchito. A farti domande sui rapporti, amorosi e amicali, sulle passioni e sul senso della vita, in generale. Che forse non ti ripigli.
Uscito nel maggio 2015, per Rizzoli Lizard, Effetto Casimir è l’ultimo fumetto di Claudia Razzoli, detta “La Nuke”. La giovane autrice si è fatta notare dalla grossa casa editrice milanese con I Diari della Nuke, edito dal gruppo indipendente Mammaiuto. Con Effetto Casimir La Nuke si conferma fumettista brillante e il suo stile sintetico e svelto, sia da un punto di vista contenutistico che grafico, intrattiene e distrae il lettore, mantenendosi sulla linea di confine fra il serio e il faceto.
Ma da che cosa dovrebbe distrarsi, questo lettore? Dal fatto che Effetto Casimir sia la storia di un fallimento. Di un fallimento generazionale, sintetizzato dalla storia di una fine, dalla fine di una storia, dalla fatica di un giovane uomo alle prese con la (ri)costruzione del sé.

Le prime pagine sono costruite sull’espediente narrativo del “manuale per la gestione della fine di un amore” (da qui l’eloquente sottotitolo “Ordinaria disevoluzione di una coppia”). Il lettore è allo stesso momento coinvolto dalle sensazioni che riconosce comuni, e distaccato, poiché allietato da uno scorrere di tavole coloratissime, di accorgimenti grafici particolarmente originali, da un eloquio che attinge a slang e a una lingua privata. Colpisce e stuzzica la fantasia una lingua ricca di rimandi al mondo del protagonista, Giacomo, che è un musicista ed ha un gruppo di amici con i quali condivide un progetto musicale folk oramai arenato da un po’ e che forse…forse si può ancora riprendere.
Il punto forte della narrazione sono forse proprio questi personaggi secondari, ben caratterizzati, talvolta un po’ “macchiettizzati”, che danno voce ad un piccolo mondo nel mondo, fatto di passione, parole, musica folk, immagini e creatività.
Questo gruppo di amici è un nido caldo, pieno di stima e affetto, confortevole, nel quale ognuno ha un suo posto, ben definito, e sembra aver fatto una scelta più coerente di quella di Giacomo, il quale dà invece l’impressione di voler solo fuggire. Un protagonista faticoso, poco comunicativo, indeciso e quasi privo di forza di volontà, eppure affascinante, a tratti anche -inconsapevolmente- simpatico. Un ragazzo come tanti, insomma.
E la piccola Valentina, amica di tutti e violinista del gruppo, innamorata di Giacomo da sempre, uscirà dal suo nascondiglio di capelli? Ora che il leader della band John The Crocodile and His Beer’s Bears è di nuovo single, riuscirà ad attirarne l’attenzione, nonostante la timidezza? Giacomo si sbarazzerà del fantasma di Valeria, l’ingombrante ex? E il gatto, lasciato a Giacomo da Valeria, sopravviverà nonostante la noncuranza di Giacomo? Cosa significa Effetto Casimir?
Sono tutte domande che troveranno risposta, ma non prima di aver trastullato un po’ il lettore e giocato con i suoi ricordi, le sue emozioni ed il suo senso di colpa.
La Nuke ricama una narrazione delicata e allo stesso tempo profonda. Così come i dialoghi, anche lo stile grafico è “semiserio”, non mimetico, per nulla realistico. Le tavole sono elaborate, con una costruzione di piani notevole: geometrie e piccoli dettagli s’incastrano, si sovrappongono, rompendo il ritmo narrativo in piacevoli schizzi jazz. I colori (acquerello ed elaborazione digitale) sono un’esplosione giocosa e un po’ disarmante.
In particolare, la texture della coperta, nido e rifugio del cuore infranto, ricorre tanto spesso (e con diverse funzioni narrative) da rimanere stampigliata nella mente del lettore anche dopo aver chiuso il fumetto con un tonfo.
Un tonfo sordo, cui segue una frettolosa riapertura del volume, con desiderio di capire, sapere di più o magari cambiare le cose.
Voto
Summary: Un tonfo sordo, cui segue una frettolosa riapertura del volume, con desiderio di capire, sapere di più o magari cambiare le cose.




